Maratonina di San Martino, 20 anni dopo crolla un altro muro

Si vabbeh, son d’accordo che non ci sia proprio paragone tra il muro che crollò nell’89 e il muro dell’ora e mezza da me abbattuto Domenica alla Maratonina di San Martino a Paese (TV), però, visto che il buon Dario me l’aveva fatto presente alla vigilia della gara, mi pareva brutto non cogliere l’occasione al balzo.
Rimandi storici a parte, rimane l’ottimo risultato che ho saputo portare a casa in questa mezza che alla sua seconda edizione mi ha regalato il secondo Personal Best sulla distanza. E che Personal Best ! Ma non voglio svelare subito il tempo finale, lo farò soltanto alla fine.
Ritorniamo indietro ai momenti precedenti alla partenza. Come al solito sveglia di buon’ora, colazione discretamente abbondante, vestizione e via verso la partenza. Il clima era quello previsto, cielo minaccioso e vento a raffiche. Giunto al luogo di partenza incontro alcuni compagni di squadra: Alessandro, Giovanni, Francesco e Massimo (che arriverà 3° nella categoria MM50, complimenti). Ci si cambia nel parcheggio sotterraneo e si esce a scaldarsi.
Una volta all’aperto incrocio Pasteo e Bress. Ottimo, pensavo di essere l’unico Blogger e invece ci scappa pure il Blog Point. Foto, corsa assieme per riscaldarsi e in breve arriva il momento di partire.
Io mi presentavo ai nastri di partenza di questa gara con gran tranquillità, ormai la stagione sta volgendo al termine, sono soddisfatto del risultato ottenuto alla Maratona di Venezia e per il prossimo futuro non ho molto da chiedere alle mie gambe. Certo, avevo un’ottima occasione per abbattere il muro dei 90 minuti in mezza maratona ma la cosa non mi assillava più di tanto. C’avrei provato ma avrei avuto modo di ritentare in caso di fallimento. Tale condizione mentale, unita alla condizione climatica avversa, mi portava ad uno stato di grande calma, quasi di noncuranza.
Lo sparo dello starter mi risveglia rapidamente dallo stato di torpore e in men che non si dica mi ritrovo a sgomitare tra i runners. Il tempo sembrava tenere, il vento c’era ma per il momento non dava fastidio. L’asfalto era bagnato ma tutto sommato decente. Corro cercando di rimanere tranquillo, di non forzare troppo, sono curioso di vedere in quanto passerò al primo km. Per come sto andando mi aspetto un 4′ 15. Passo al primo mille, controllo il Garmin e: 4′02. Vabbè – mi dico – andiamo a sensazione il prossimo mille mi dirà qualcosa di più.
Si passa al secondo km e io transito in 3′58. Non so se essere soddisfatto o se preoccuparmi, provo un misto di entrambe le emozioni, rifletto un poco e decido che va bene provarci ma meglio risparmiare qualche energia per la seconda parte di gara, se continuo così rischio di non arrivarci. Rallento il ritmo e inanello tre ottimi km: 4′08 – 4′07 – 4′14.
Il vento si sente, corro coperto e cerco sempre di mantenermi in scia a qualcuno. Purtroppo il meteo avverso deve aver convinto più di qualche iscritto a rimanersene a casa ed il gruppo è piuttosto sparuto. Mi capita in alcuni tratti di non aver nessuno dietro al quale ripararmi.
Nonostante le folate d’aria continuo ad andare forte. I km sotto ai 4′10 non sono più un caso, sono un caso quelli superiori a tale tempo. Sesto, settimo e ottavo km filano via in 4′06 – 4′05 – 4′08. Al nono km si arriva nel tratto peggiore della gara, un passaggio su sterrato. Il fondo non è pessimo ma la pioggia non l’ha risparmiato. Ci sono pozzanghere e un po’ di fango. Cerco di non strafare e segno un mille in 4′19. Un dubbio si insinua in me, che sia l’inizio di un declino inevitabile? Spazzo ogni perplessità con il parziale successivo corso in 4′04. Sono al 10° km e comincio a fare conti e proiezioni ma non mi riescono granchè. Riesco a stimare però il margine sull’ora e 30 finale. Sto andando alla grande e ho già messo da parte qualcosa per un’eventuale flessione finale. I pensieri positivi mi incoraggiano e scendo ancora sotto ai 4′/km: undicesimo km in 3′57.
Ho passato metà gara, come al solito la cosa mi rassicura e posso permettermi di gestire per bene la distanza che mi separa dal traguardo. Cerco ancora di correre agile, senza strafare ma cercando anche di rimanere veloce come fatto fin li. La cosa mi riesce alla grande e i km tra il dodicesimo e il diciottesimo volano via piuttosto rapidamente mantenendo sempre tempi compresi tra i 4′02 e i 4′08.
Giunto a 3 km dalla fine mollo un altro poco e comincio a imbastire la progressione finale. Continuo a sentirmi bene, la respirazione è impegnata ma in controllo e le gambe girano benone. Ho appena appena qualche dolore a quadricipiti e polpacci.
Passo il diciannovesimo km in 4′ esatti, cerco di tenere l’andatura in modo da avere margine per l’ultimo km. Infatti il penultimo mille se ne va in 3′59.

Manca ormai solo un km e spicci, mollo gli ormeggi e comincio a premere per bene sull’acceleratore. Pianto il tizio col quale avevo corso gli ultimi 3 km e vado a ripigliarne un altro paio più avanti. Passiamo una curva e, bello come non mai, si presenta il rettilineo finale. Il Garmin suona a segnalarmi il passaggio all’ultimo mille: 3′49 ma non ci bado, parto con lo sprint, per quello che le gambe mi consentono di fare, riagguanto un altro runner e taglio il traguardo in uno stratosferico 1h 26′ e 17″.

Riprendo fiato e subito mi avvio verso il ristoro. Non ho particolare fame ma mi preme mettermi al riparo dall’aria e dal freddo. Di li a poco cominciano ad arrivare i compagni di squadra. Ci rifocilliamo e ci dirigiamo verso gli spogliatoi per riprenderci dalla fatica della corsa e delle intemperie.
Una volta cambiato, esco e ritrovo il Bress, inutile dire di come mi sia bullato per il tempo ottenuto. Poco dopo ci raggiunge anche Pasteo, esibisco orgoglioso la schermata del Garmin e ricevo un incredulo “Non ci credo, hai tagliato !” da parte di entrambi che in realtà suona come un gran complimento.
Ad ogni modo, per fugare ogni dubbio, c’ho le prove. Eccole qua, direttamente da TDS – Live:

ITA 410 – GOBBO GIACOMO

  Distanza Pos. ASS Pos. M/W Pos. CAT Tempo RealTime min/Km
Arrivo 21097 66 62 12 01:26:27 01:26:17 4.05

Si conclude così, in maniera per me trionfale, questa Maratonina di San Martino. Ripensandoci non posso che essere soddisfatto. Onestamente non pensavo di valere già questo tempo. Pensavo di scendere sotto all’ora e mezza e, magari, di stare sull’ora e 28. Il bello è che ho corso anche con del margine, con condizioni migliori avrei potuto fare addirittura meglio.
Ad ogni modo non mi lamento di certo, sono davvero soddisfatto per la prestazione ottenuta. Se controllo la media mi rendo conto di aver corso a 4′ 05 al km per una mezza maratona intera. Fatico davvero a crederci.

Maratonina San Martino 11-08-2009, Passo

Maratonina San Martino - Passaggi

Progetti futuri

Passata la sbornia post Venice Marathon mi ritrovo a sfogliare il calendario delle prossime gare in modo da non adagiarmi sugli allori come si rischia di fare in seguito ad un risultato positivo.
Come l’anno passato, di ritorno dalla Maratona di New York, parteciperò alla Maratonina di San Martino, gara che si svolge a Paese, poco lontano da casa mia. L’anno scorso realizzai il mio PB sulla distanza col tempo di 1h 31′ e 50. Quest’anno vorrei ripetere l’esperienza e punto ad abbattere il muro dell’ora e mezza. Non sarà facile perchè vengo dalla maratona di Venezia e le corse di questi giorni mi hanno dimostrato come gli ultimi lavori svolti abbiano migliorato la mia resistenza penalizzandomi dal punto di vista della velocità. Ho una settimana per risvegliare un po’ di brillantezza nelle gambe ma devo stare anche attento a non stancarmi troppo in vista della gara di Domenica.
Se la preparazione settimanale non dovesse andare bene potrei correre a Paese un allenamento e provarci alla Mezza maratona dei 6 comuni. E’ un’ipotesi che sto valutando anche se verrei da una settimana lavorativa in trasferta nella quale non so quanto riuscirò ad allenarmi.
Nel frattempo, nella settimana appena conclusa, ho corso 41 km alternando tra Corsa Rigenerante e Corsa Lenta mentre per la settimana in corso prevedo un po’ di Corsa Veloce (attorno ai 4′ 10) e una seduta di Ripetute Brevi per ritrovare velocità e verificare se le mie ambizioni sono motivate o meno.
Passato l’esperimento Mezza Maratona devo vedere cosa fare, credo prenderò parte a qualche tapasciata domenicale cercando di mantenere abbastanza elevata la gittata kilometrica (almeno nella seduta della domenica) mentre temo salterò la Santa Klaus Half Marathon a causa di altri impegni per l’8 Dicembre.
Al momento c’è un’altra idea che mi stuzzica e sarebbe correre la Maratona di Reggio Emilia, in questo modo potrei sfruttare la preparazione di Venezia per tentare il tempo che valevo e che non sono riuscito a realizzare a causa dei noti problemi muscolari pre maratona. Pure questa è un’idea da non accantonare del tutto.
Ad ogni modo so che devo mantenermi stimolato perchè con l’approssimarsi dell’inverno e con il calo delle temperature la voglia di uscire ad allenarsi viene messa veramente a dura prova. Se ne avete, accetto volentieri suggerimenti su competizioni future e su stimoli allenanti per combattere la pigrizia causata dal gelo invernale. In pratica, come cacchio si fa ad alzarsi volentieri dal calduccio del letto ed uscire a sfidare il gelo e le intemperie?

24^ Venice Marathon. Un PB che è praticamente un miracolo!

DrugoVenice1Comincio dalla fine ossia da 3h 24′ e 7″il tempo che ho impiegato per portare a termine la Venice Marathon nonchè il mio nuovo personale sulla distanza. Fino a due settimane fa ambivo a completare la gara con un tempo di circa dici minuti inferiore rispetto a quello realizzato ma, dopo i problemi muscolari di questa settimana, oggi posso dirmi enormemente soddisfatto.
Mercoledi ero praticamente certo che non sarei riuscito a prendere il via alla gara. Nei giorni successivi le cose sono migliorate ma, fino all’ultimo, non ero sicuro che sarei riuscito a correre senza ritirarmi. Invece è andata alla grande. Giornata indimenticabile!

Partiamo col resoconto.
Ore 6 la sveglia, mi alzo un po’ assonnato, nonostante la paura e la tensione ho dormito piuttosto bene. Colazione con tè, biscotti, miele, fette biscottate più marmellata e, visto che son stanco di roba dolce, mi mangio pure una fetta di prosciutto cotto col pane tostato. A colazione ultimata arriva l’amico Dario (uno dei due, i DARI!) che mi accompagna a Stra alla partenza (ancora grazie per il supporto, spero di poter ricambiare). In macchina ci mettiamo d’accordo sul punto in cui mi aspetteranno: verso l’arrivo, sulla sinistra. Io gli dico che va bene, che spero di arrivare fino in fondo e che mi aspettino fino ad un certo orario, se non arriverò entro le 5 ore che vadano pure, non è un problema.
Una volta a Stra mi dirigo verso il fondo della piazza, sede del Blogpoint. Subito identifico Pasteo e la sua inconfondibile chioma. Per il momento siamo noi due soltanto. Aspettiamo il Bress che arriverà di li a qualche minuto in compagnia del Tosto e del comandante. Dal bar escono anche Simone e Anita ed il blogpoint è completo. Caffè al bar, foto di rito con le bottiglie di cui Pasteo ha omaggiato il Bress e poi si va in direzione partenza.
Consegnata la sacca mi scaldo per benino per mettere i muscoli in condizione. La giornata è meravigliosa, l’atmosfera è quella elettrica che precede le maratone ma l’ottima compagnia di Bress e Tosto aiuta a stemperare la tensione. In breve entriamo nelle gabbie, ci facciamo strada tra la gente ed arriviamo in un punto nemmeno troppo lontano dalla partenza. Qui ritroviamo Pasteo, siamo di nuovo tutti assieme.
L’attesa della partenza è snervante. Prima partono le hand-bike, quindi le top runners femminili, infine, con un po’ di ritardo, parte anche la nostra gara. Passo sotto al traguardo circa un minuto dopo il via ufficiale. Davanti a me ci sono Bress e Tosto. Li seguo per un primo tratto poi li lascio andare e mi metto a fianco ai pacers delle 3h e 30. Seguo i palloncini blu per un poco poi sento che le gambe stanno discretamente e aumento il ritmo. Non voglio di certo strafare ma visto che le gambe vanno le assecondo.
Il percorso lungo il Brenta è meraviglioso. La gente a bordo strada è numerosa e molto calorosa. Dopo pochi km passiamo vicino al primo dei numerosi gruppi musicali incontrati lungo il percorso. Mentre passo io si stanno esibendo in Rosanna dei Toto una canzone che mi piace particolarmente perchè ha un giro di batteria stratosferico. Vai – mi dico – è un segnale inequivocabile.
Il segnale inequivocabile si rinforza poco dopo quando troviamo un’altra band che sta suonando Purple Haze di Jimi Hendrix mentre la terza band si esibisce in Song 2 dei Blur. Avessi dovuto metterle in un ipotetico ipod non so se sarei riuscito a fare di meglio. La musica, la gente, l’atmosfera è tutto uno spettacolo.
5 km più avanti, intorno al 12°, l’euforia passa di colpo. Comincio ad avvertire qualche problema alle gambe. In particolare sento la gamba destra un po’ contratta. Mi preoccupo immediatamente, cerco di correre sciolto e rallento un poco il ritmo. Devo tenere duro, devo tenere duro – continuo a ripetermi, sono un poco spaventato perchè non pensavo i problemi potessero manifestarsi così presto. Vedo l’ombra del ritiro che si avvicina ma, saggiamente, rallento il passo e vado con più calma. Penso ad Alvin e ai suoi consigli, mi metto in modalità processione della vergine addolorata e mi impongo di andar piano almeno fino al 30° km. Così faccio e mentre la gara continua vengo superato da un bel po’ di gente tra cui un runner incontrato in varie non competitive quest’anno (Angelo si chiama). Passo alla mezza in 1h 42 e 01, sto procedendo ad un ritmo tranquillo (attorno ai 4′55/km) e sento che le forze non mi abbandonano. L’unica preoccupazione è data dall’incognita gambe ma ormai sono arrivato a metà strada, l’ipotesi figuraccia si allontana e comincio a sentirmi più tranquillo.
Poco più avanti becco Albertozan, quest’oggi in veste di Pacer per alcuni suoi compagni di squadra. Lo vedo e scherzo con lui: “dai, portami al traguardo!”. Mi dice che ha altra gente da aspettare e mi chiede come va. Io gli dico che le cose vanno, in quel momento stavo particolarmente bene, e che, se le gambe non saltano arrivo a Venezia alla grande. Facciamo un km assieme poi lui si ferma ad aspettare gli altri suoi compagni.
Siamo in zona Marghera, a bordo strada scorgo uno sparuto gruppo di persone con uno striscione, la loro fabbrica ha chiuso e sono disoccupati. Li guardo e gli mormoro un “Forza ragazzi!”. Mi sentono, mi ringraziano e ricambiano l’incitamento. E’ un bel momento che mi è rimasto impresso.
Qualche km prima del 30° si entra nel parco San Giuliano passando sul ponte. Il legno del ponte balla sotto i passi dei runners ed è piuttosto divertente da percorrere in quelle condizioni. Correre nel parco è bello ma la fatica comincia a farsi sentire. Oltretutto il percorso prevede dei giri tortuosi all’interno dell’area con curve e controcurve, in poche parole sembra sempre che finisca ma non finisce mai. Ed una volta usciti dal parco c’è il tratto più temuto. Il ponte della libertà.
Il ponte vero e proprio comincia al km 34 e per 4 km è tutta una strada dritta e monotona con Venezia sullo sfondo. Pasteo lo ha definito, non a torto, un tapis roulant. Corri corri ma ti sembra di non fare strada perchè Venezia rimane li ma non ci arrivi mai! E’ tutta la maratona che mi preparo al ponte tanto che ci arrivo in forze e pieno di entusiasmo. Ormai l’ipotesi ritiro è sparita del tutto, in più mi sento bene e posso pure accellerare. Sono euforico e scambio due chiacchiere un po’ con tutti. Dopo un po’ una canotta gialla mi si profila d’innanzi, è il Tosto. Aumento un poco il passo e lo vado a riprendere. Parliamo un attimo e mi dice che è esploso al 30° km. Mi dispiace per lui ma io sto troppo bene in quel momento, sprizzo energia e ho voglia di darvi sfogo (forse ho fatto pure troppo lo splendido, nel caso me ne scuso Tosto). Guardo avanti e compare un’altra canotta gialla. Sarà mica il Bress ? Saluto Tosto e provo ad andarlo a riprendere, in breve riagguanto il runner ma non è il Bress, è un altro fulmineo di cui ignoro il nome. Oltre a lui ritrovo Angelo, lo saluto e lo pianto li (non senza soddisfazione per esserlo andato a riprendere). Mi si affianca un runner cui avevo rivolto la parola poco prima. Mi dice “Sei sicuro che arriverai prima di me come dicevi poco fa?”. Io lo guardo e con fare finto sprezzante gli dico “Certo che arrivo prima di te!”. “Bene fa lui, allora se ne hai seguimi!”. Il tizio comincia ad aumentare il ritmo portandosi sui 4′ 30. Per un poco lo seguo. Le energie non mi mancano ma non sono troppo convinto di poter reggere fino alla fine, le gambe potrebbero saltare da un momento all’altro. Verso la fine del ponte un principio di crampo si fa vivo al quadricipite sinistro. Lascio andare il runner scatenato e rallento un poco cercando di sciogliere la gamba. L’operazione riesce e ritrovo serenità.
Ormai il ponte è finito, siamo entrati a Venezia e mancano soli 4 km. Le gambe stanno discretamente bene e ne avrei per aumentare ma quel principio di crampo mi ha messo paura. Ormai il tempo è più che buono, arriverò sotto alle 3 ore e mezza per cui tanto vale non rischiare.
La parte finale è meravigliosa, si corre in un ambiente unico ed i ponti finali sono, ormai, ostacoli di poco conto. Anzi, le passerelle di legno e i piedi che vi rimbalzano morbidamente sono quasi piacevoli. Sto ancora bene ed è proprio bello fare il countdown dei 14 ponti finali!
A due km dalla fine il crampo torna minaccioso a farsi vivo. Tento ancora di sciogliere ma questa volta faccio fatica. Proseguo stringendo i denti e mi si presenta il ponte di barche. Ormai è fatta!
Attraverso il canal grande e sono in spinta, la discesa del ponte mi scioglie anche il principio di crampo e l’ultimo tratto è un’apoteosi. Finirò bene.
Con lo sguardo cerco i miei amici che mi aspetteranno sul lato sinistro, passano i ponti ma non li vedo. Per un attimo temo di averli persi e invece, ad un ponte dalla fine, eccoli li che mi aspettano, mi chiamano, mi incitano.
DrugoVenice2Mi sale una botta di adrenalina spaventosa, faccio un salto sul ponte dal quale sto scendendo (come si vede dalla foto) e raccolgo ben volentieri gli incitamenti. L’adrenalina mi mette in corpo grande energia e grande rabbia. Accelero, volo sull’ultimo ponte e caccio pure lo sprint finale. Taglio il traguardo rabbioso più che mai e riesco a dare un’occhiata al cronometro ufficiale, vedo che segna 3h e 25 e gioisco, so che sono stato sotto a quel tempo. Grande impresa!

All’arrivo trovo il Bress. Gli chiedo il tempo, complimenti reciproci e abbraccio di rito. Sono euforico, avanzo verso la medaglia e aspetto gli amici che sono venuti a vedermi oggi. Li ritrovo e scambiamo due parole. E’ proprio bello aver vissuto una giornata così con gente con cui la puoi condividere. Li ringrazio pubblicamente anche qui, in particolar modo i Dari che hanno fornito trasporto, pazienza, sostegno e servizio fotografico! Grandissimi!
Come d’accordo con gli altri blogger ci ritroviamo nel viale alberato dove ci scattiamo alcune foto (di pregevole fattura vista la qualità dei soggetti).
Aspetto un altro po’ per vedere se arriva qualcun altro ma, a dirla tutta, sono abbastanza ansioso di ritornare a casa, soprattutto a cause delle condizioni dei miei piedi (dita distrutte dalle vesciche e unghie in condizioni vergognose) che mi dolgono più dei muscoli delle gambe. Saluto Bress e Tosto e mi dirigo verso il vaporetto che mi porterà alla stazione dei treni.

Drugo&Bress

Drugo&Tosto

Termina così questa grande giornata. Ora ho un nuovo PB da festeggiare e un nuovo obiettivo davanti, superarlo! Devo ringraziare un sacco di gente per consigli, supporto o anche solamente per esserci stati. E poi, devo ringraziare il fisioterapista, in settimana andrò a fargli una statua.

Chiudo il sondaggio e vado, domani corro una maratona!

Discrete notizie dal fronte muscoli delle gambe. Il massaggio di Giovedi si è rivelato provvidenziale e mi consentirà di prendere il via alla maratona di domani. Stamane ho fatto l’ultimo test con una corsetta di 4 km. Sono partito molto piano poi, via via che mi scaldavo, ho provato ad accelerare un poco il passo. Le gambe erano pesantissime e avvertivo un po’ di dolore nei punti in cui il fisioterapista aveva lavorato di più Giovedi. Non sono sicuramente al massimo ma ho quest’ultimo giorno di riposo e per domani spero di riuscire a correre senza troppi patemi. Già dopo la doccia sentivo le gambe più agili.

Aspettando il grande evento ho chiuso il sondaggio.
Secondo la maggior parte di voi vincerò la maratona. Sono felice della fiducia accordatami ma credo che, causa l’infortunio, sia una previsione un po’ troppo ottimistica. Gli altri top runners si sono malignamente rincuorati per la mia malasorte.
I rimanenti sani di mente che hanno votato si distribuiscono equamente tra quelli che mi danno al di sotto delle 3h e 20 e quelli che mi danno al di sotto delle 3h e 15. Purtroppo queste erano previsioni valide prima dell’ultima settimana, difficilmente riuscirò a fare un tempo del genere domani.

Ad ogni modo non dispero del tutto e mi sono fatto una strategia di gara. Per prima cosa tutto dipenderà da come mi sentirò al momento della partenza. Se ci sarà qualche barlume di speranza cercherò di partire cauto nei primi 5 km per poi vedere come va. Se le gambe gireranno con estrema, estrema facilità cercherò di aumentare un poco il ritmo, altrimenti manterrò un ritmo cauto o rallenterò addirittura. Quello che vorrei evitare è il ritiro.
C’è da dire però che, una volta alla partenza, sarà dura imporsi di andare piano e di non rischiare. Dovrò stare attento ed ascoltarmi molto bene, non è detto che non riesca a correre come speravo prima del problema muscolare.

Cercherò di godermi la giornata, a partire dal Blogpoint e do un ultimo avviso al Bress: uomo, non cantare vittoria troppo presto, chi ritorna dal baratro ha una forza in più, la forza della disperazione!

Un brutto post

Un brutto post, quello che vado scrivendo. Parla di infortuni e di una maratona che rischia di svanire a poche ore dal suo via.
Purtroppo questo è quanto mi è accaduto e questo devo riportare.
Arrendersi a non correre una maratona, preparata in mesi e mesi e così lungamente attesa non è facile, e infatti non mi arrendo. Debbo però accettare i fatti e prenderne atto. I fatti sono che, durante la sciagurata corsa di Domenica, è successo qualcosa ai quadricipiti femorali. La causa di tutto è stata la corsa in discesa, quel km e mezzo a percentuali prossime (se non superiori) al 20% mi ha distrutto le gambe.
Da Domenica, i muscoli dei quadricipiti mi dolgono anche solo a toccarli (non vi dico a scendere le scale!). Lunedi ho provato a correre un poco, per sciogliere, ma dopo 4 km ho desistito. Da allora non ho più corso nella speranza di dare alle gambe il riposo necessario per riprendersi dal danno subito. Effettivamente il dolore si fa meno intenso di giorno in giorno ma i miglioramenti sono molto lenti e non so se saranno sufficienti a permettermi di correre Domenica.
Ieri ho sentito anche il Bress il quale mi ha dato qualche consiglio. Un bagno caldo con bicarbonato e un massaggio. Dopo il bagno, coi muscoli caldi, il dolore è inesistente ma, via via che si raffreddano ritorna a galla.
Questa mattina sono andato dal fisioterapista per un massaggio. Il fisio mi ha fatto fare una prova per vedere se ci fossero lesioni muscolari ma per fortuna non ha riscontrato nulla del genere. Il problema, come sospettavo, nasce dalla corsa in discesa che, a suo dire, è molto pericolosa e dannosa oltre che poco allenante. Probabilmente lo sforzo sostenuto in un’attività cui sono poco allenato ha provocato i danni che avverto ora. Determinato ciò ha cominciato con la manipolazione vera e propria facendomi vedere le stelle. Mi ha massaggiato per un’ora buona trovando vecchie contratture: una al quadricipite sinistro, una al polpaccio sinistro e due al quadricipite destro. Mi ha detto che non le avrebbe sciolte oggi perchè è un processo molto doloroso e traumatico ma più avanti s’ha da fare (già tremo al solo pensiero!).
Terminata la tortura mi ha congedato lasciandomi gli ultimi consigli. Acqua fredda al mio rientro a casa e poi, stasera, altro bagno caldo con sale o bicaronato di sodio. Domani dovrei stare meglio e, volendo, potrei tentare un po’ di cyclette o di bici in agilità. Sabato eventualmente un po’ di corsa lenta per testare le condizioni e vedere se la corsa mi causa dolore o cosa e poi, se tutto va bene, Domenica potrei essere ai nastri di partenza e correre ma solo dopo un riscaldamento fatto alla perfezione.
Le parole del fisio mi hanno dato fiducia, ieri ero praticamente convinto che non avrei corso la gara. Oggi mi aggrappo a queste nuove speranze e lotterò per prendere il via alla maratona.
In pratica la sfida col Bress è irrimediabilmente persa, ma non importa, ora quel che conta è esserci.

Inaspettatamente…un trail!

Oggi toccava all’ultimo allenamento un poco impegnativo in vista di Venezia. La tabella Furiosa prevedeva un 20 km di CL. Io avevo intenzione di correre a velocità un po’ più sostenuta per avere un test affidabile prima della maratona di Domenica prossima. Fino all’ultimo sono stato in bilico tra fare l’allenamento a casa, su percorso che conosco, in completa calma ma in solitudine, e svolgere l’allenamento ad una non competitiva. Dopo lunga riflessione ho optato per prendere parte al Giro della Piana Sernagliese, gara cui partecipai anche l’anno scorso e della quale mi rimaneva un ottimo ricordo. Soprattutto delle due bottiglie di birra che mi diedero come pacco gara! In più ieri ho ricevuto una telefonata minatoria da parte del mio rivale per Venezia. Sto parlando del Bress il quale mi ha brevemente resocontato il suo allenamento. Oggi dovevo rispondergli sul campo di battaglia.
Fatta la scelta, questa mattina di buon’ora, sono partito alla volta di Sernaglia. Avevo qualche dubbio sull’abbigliamento, sapevo avrebbe fatto freddo, ma sapevo anche che, col passare del tempo, il sole sarebbe uscito a riscaldare il percorso. Ho dunque optato per un abbigliamento tutto sommato leggero (provando, sotto alla maglietta, lo smanicato comprato il giorno prima, una roba tipo questa, risultato: ECCEZIONALE!) . Arrivato sul luogo di partenza ho avuto modo di preoccuparmi, il termometro segnava appena 1 grado. Nonostante ciò, il sole si stava affacciando più splendente che mai, ero salvo.
Sulla linea di partenza incontro due blogger ormai noti Pasteo e Albertozan. Saluti e due chiacchiere prima di partire e poi via, tutti e tre sul percorso da 22km. Pasteo ci dice che andrà con calma, io e Albertozan ci avviamo assieme. Partiamo tranquilli anche per darci il tempo di riscaldarci, io penso che andrò accelerando ma ben presto mi accorgo che è meglio restar calmi. Il fondo stradale passa infatti da asfalto a sterrato in breve tempo. Lo sterrato è pesante, c’è molto fango e tratti di erba bagnata. I piedi si appesantiscono subito. Ok, oggi si va con calma.
Decisione più che saggia anche perchè, di li a poco, la strada comincerà inaspettatamente a salire. “Eppure l’altr’anno non era così il percorso. Boh, sarà una deviazione.” E invece no, ci si inerpica su per una collina immersi tra le fronde di un vigneto. Ma non era il giro della Piana Sernagliese?!? Vabbè, pazienza, ormai che siamo in ballo, balliamo!
Con Alberto, percorriamo i 2 km e mezzo di salita consecutiva (+250 m.) alternando corsa (nella prima parte) al passo. Poi via con una bella discesa di neanche un km e ancora salita. Altro km consecutivo con un +100 m. circa. Al culmine della salita inizia una discesa mozzafiato. Alberto è un drago in discesa, sfreccia via leggero e sicuro su un percorso veramente molto insidioso. Io, da bravo incosciente, gli sto dietro e me la godo un mondo. Peccato la discesa sia veramente troppo ripida. In poco più di un km ritorniamo alla quota iniziale con un cambio di dislivello di circa -270 m. Al termine della discesa i miei quadricipiti sono distrutti. Le sollecitazioni del suolo si rivelano deleterie e sento le cosce dure e doloranti. Subito ci fermiamo ad un ristoro, mi massaggio le gambe un secondo e poi ripartiamo. La corsa sul piano aiuta un poco ma, ben presto, si torna ad abbandonare l’asfalto per lo sterrato misto terra/fango/erba bagnata. Inutile dire che la mia azione di corsa non fosse delle migliori. Ciononostante mi sono goduto dei paesaggi davvero meravigliosi. Passavamo tra i boschi del sernagliese dove, ogni tanto, si sbucava in spazi aperti veramente incantevoli.
Alberto stava meglio di me (bella novità eh?) e cominciava a tirarmi il collo, ero incerto se desistere e rallentare o se seguirlo, mancava così poco ormai. Ho tenuto botta fino a due km dall’arrivo dopo di che ho cominciato a rallentare e all’ultimo km ho detto ad Alberto di andare che io avrei rallentato un poco il ritmo. Alberto ha continuato col suo passo mentre io ho alzato un poco il piede dall’acceleratore. La tregua mi ha fatto bene e, complice anche il ritorno su asfalto, sono riuscito ad imbastire un’azione di corsa un po’ più agile arrivando sul traguardo tutto sommato in buona spinta.
Terminata la prova mi sono gettato sul ristoro mentre non vedevo Alberto che ha infatti allungato la sua seduta. Alla fine ci ritroviamo e incontriamo anche Pasteo il quale è un po’ rammaricato per il percorso così duro e pericoloso. Non è il solo.
Ci ristoriamo, un po’ di stretching, ritiro del pacco gara (quest’anno niente birre!) e poi i saluti e gli auguri reciproci per Venezia.

Tirando le somme, l’allenamento odierno è stato un 22 km (anche se il Garmin me ne segna 21 e 270 m.) ad una media di 5′ 24/km con un dislivello di + 483.
Non ho un test pro maratona e non ho portato a casa le birre come l’anno scorso, eppure sono soddisfatto perchè credo che la corsa di oggi andrà a influire positivamente sul rendimento alla maratona di Domenica.
Staremo a vedere, ormai Venezia è davvero dietro l’angolo.

Corsa Strada e sterrato 10-18-2009, Passo

Corsa Strada e sterrato 10-18-2009, Altezza - Tempo

Buone nuove

Come preventivato, dopo i due giorni di stop causati dal dolore al piede, oggi sono tornato sulla strada ad allenarmi. Ero un po’ timoroso, temevo che le sedute di ghiaccio non fossero state sufficienti e che, magari, mi sarebbe voluto più tempo per recuperare dall’infortunio. Venezia però è maledettamente vicina, non posso permettermi due settimane di vacanza alla vigilia della maratona.
Tra l’altro stamattina faceva un freddo cane. Siamo passati dai 20 gradi abbondanti di domenica scorsa ai 4 gradi coi quali sono uscito a correre stamattina. Sbalzo termico a parte è bello cambiare l’ambiente di corsa. Le nuvolette del fiato, la brina sui campi e le ombre lunghe sulla strada sono tutte cose che mi affascinano e rendono piacevole l’allenamento. L’unica cosa che mi infastidisce è il naso (oltre alle mani e a qualche altra appendice) che si gela praticamente in maniera istantanea, mi ci vuole sempre un po’ prima di tornare a respirare senza avvertire fastidio. Oltretutto oggi è stato il giorno buono per provare la maglietta della Red Level trovata nel pacco gara della Cortina-Dobbiaco. Come maglietta esterna non la userei mai, ma come intimo è davvero ottima. Funge da seconda pelle e tiene al caldo e all’asciutto. L’unico difetto è che è un poco corta e tende a salire sulla pancia, ma a parte questo si comporta egregiamente.
Per quel che riguarda la corsa e il mio malanno, per fortuna è andato tutto bene. Inizialmente avvertivo qualcosa al piede sinistro, non era un vero e proprio dolore ma più un fastidio. Se confrontavo il piede destro con il sinistro ottenevo risposte diverse. Devo dire però che il fastidio avvertito non mi impediva di correre, anzi, con il passare dei km la sensazione andava via via affievolendosi e, alla fine, non avvertivo più niente. Forse il fastidio è svanito proprio quando ho smesso di farci caso.
Bene dunque, il problema pare risolto. Ora, precauzionalmente, ho messo dell’altro ghiaccio, anche se non ce ne sarebbe il bisogno, ma non si sa mai. Per il resto il riposo di questi giorni ha fatto il suo. Oggi sentivo le gambe leggere e agili anche se, nel finale, cominciavano un poco ad imballarsi.
L’unica nota negativa è data dalle pulsazioni che sono un po’ troppo alte (oggi 158 bpm di media (81%) con un ritmo di 4′51/km). A dire il vero ho sempre avuto pulsazioni su questi range, anche in passato, però un mese fa, circa, i battiti cardiaci s’erano abbassati (anche a riposo) mentre ora sono tornati sui livelli standard. Non so spiegarmi questa cosa. In teoria, con l’allenamento, i battiti cardiaci dovrebbero assestarsi verso il basso, battiti elevati dovrebbero essere il sintomo di eccessiva stanchezza. Già, peccato che quella di oggi sia, praticamente, la prima seduta settimanale.
Forse questo innalzamento potrebbe essere causato dalla mancanza di lavori veloci in quest’ultimo periodo. Qualcuno ha qualche idea ?
Battiti a parte vi segnalo un bel video nel quale mi sono imbattuto ieri (probabilmente in molti l’avrete già visto). Nel video il grande Orlando Pizzolato spiega la funzione dei piedi nel meccanismo di corsa. Il link è il seguente: http://www.adrenalinechannel.it/show/1537/il_piede_del_podista.html.
Di particolare effetto è stata per me la frase: “Se a qualsiasi podista che corre dici “Spingi di piedi” non capisce che cosa vuol dire!” In effetti, manco io saprei cosa fare nel caso mi sentissi dare un consiglio del genere. Oggi, nell’ultimo km ho provato a concentrarmi su questa cosa e…ho scoperto la spinta dei piedi. Incredibile. Non avevo mai fatto caso a come un’azione elastica dei piedi possa influire sulla corsa. Ovviamente non sono abituato a questo genere di azione, infatti nel km così corso ho fatto una fatica bestia (come preannunciato dallo stesso Orlando nel suo video). Certo è che mi si aprono nuove prospettive con un aspetto della corsa che non conoscevo e sul quale posso sicuramente lavorare e migliorare.
Citando sempre il Pizzolato: “Se uno ci pensa si rende conto che correre non è così noioso come potrebbe sembrare!”.
Amen.

Meglio fermarsi ora

Oltre ad un po’ di delusione e a qualche bell’interrogativo, il lungo di Domenica mi ha portato pure un altro gradito regalo: un dolorino al piede sinistro.
Avevo già avvertito il fastidio verso il finire della scorsa settimana ma, i due giorni di stop me l’avevano fatto passare e riporre nel dimenticatoio. Dopo i 30 km corsi a Musano il fastidio s’è riproposto. Inizialmente pensavo potesse essere qualcosa di muscolare, forse lo era visto che, se mi scaldavo il dolore passava. Ma ora il dolore è di natura diversa.
E’ curioso ma fatico a localizzarlo. Mi duole tra il collo del piede e la caviglia in una zona che tende verso la parte esterna dell’arto. Ho visto che con il ghiaccio il dolore si attenua ed arriva anche a sparire.
Stamattina mi sono alzato e praticamente non sentivo nulla, poi ho cominciato a testare il piede muovendolo in varie direzioni ed il dolore s’è rifatto vivo quando ho provato ad appoggiare maggiormente il peso sull’esterno.
Non sapevo bene che fare, il dolore era leggero ma non mi andava di sollecitarlo. Di per contro fuori splendeva un sole magnifico e, per una volta, l’atmosfera era limpidissima. Non un filo di nebbia.
Ho deciso perciò di tentare, si fosse ripresentato il fastidio avrei abortito la corsa.
Purtroppo non ho dovuto attendere molto, il dolore s’è fatto vivo praticamente subito ed ho così rinunciato all’ora di CLR correndo solo per 20′. In questo scorcio di corsa ho provato ad ascoltarmi ed il risultato è stato buono. Il Lungo di Domenica non sembra aver lasciato strascichi sulla muscolatura, correvo bene avvertendo una discreta leggerezza. Il clima aiutava, sole splendido ed una temperatura decisamente fresca (12°) ma assai gradevole.
Tornato a casa, docciato e colazionato, ho messo subito del ghiaccio sul piede. Ora farò un paio di giorni di riposo e di ghiaccio, vediamo come reagisce l’arto. Per ora non sono preoccupato, il dolore pare essere sotto controllo e, tutto sommato, un po’ di riposo potrebbe non nuocermi.
Vediamo come si evolve, è vero che manca pochissimo alla maratona, ma non ho rimpianti perchè mi sono allenato molto bene. Anche se mi fermo qualche giorno la preparazione ormai è stata fatta e non temo di arrivare all’appuntamento veneziano impreparato.
Piuttosto è da vedere quali sedute fare eventualmente nei prossimi giorni. Per questa settimana avevo in programma quasi tutta CL tranne una seduta di ripetute 2X5000 a RM intervallate dal solito 1000 affaticante e 20 km da correre Domenica a RM come ultimo test. Vediamo come va il dolore. Probabilmente salterò le ripetute visto che fino a Venerdi non correrò. Al limite, se va meglio, potrei nel weekend metterci dentro i 20km programmati ma correndoli con più calma, sicuramente tutto dipende da come evolve il dolore.

Ultimo Lungo a Musano

Corsa 11-10-10Oggi era in programma l’ultimo Lungo prima di Venezia. 30 bei km da corrersi a ritmo tranquillo (tra i 4′45 e i 4′50) e con una frequenza cardiaca sui 155 bpm (79%).
Mi sentivo abbastanza tranquillo, gli ultimi lunghi erano andati bene e venivo da due giorni senza corsa. Venerdi ho infatti saltato l’ora di CLR a causa di un dolore al piede che mi si è presentato una volta alzatomi dal letto. Poichè il giorno prima avevo fatto le Ripetute Lunghe con recupero affaticante e vista l’imminenza della Venice Marathon ho pensato di non rischiare e di saltare l’allenamento.
Ieri avevo una mezza idea di recuperarlo ma la pioggia se l’è portata via per cui ancora riposo. In compenso, la sera, mi sono dedicato ad una bella grigliata nella quale ho, ahimè, dovuto mangiare con moderazione (riuscendoci parzialmente) per non compromettere il lungo di oggi.
Per questa mattina avevo fatto dunque tutte le cose (grigliata a parte) per benino, per cui mi aspettavo una gran giornata. Purtroppo le cose non sono andate esattamente come mi speravo.
Parto col dire che la corsa si teneva in quel di Musano (TV) dove c’erano tre percorsi possibili: 5, 11 e 21 km. Il tutto organizzato veramente molto bene con tanto di premiazione finale.
Pendenze completamente assenti, unico ostacolo lo sterrato che, vista la pioggia di ieri, era un po’ insidioso e pesante a causa di qualche zona fangosa nonostante lo splendido sole di oggi.
Come al solito sono partito nelle retrovie. Non mi metto a sgomitare per un allenamento, purtroppo però questo mi costa una prima parte sottoritmo a causa del gran traffico. Decido di non avviare il Garmin subito, aspetto un mezzo km quindi lo accendo. Nella ressa generale completo il primo mille in 5′ 10. La folla comincia a diradarsi e posso impostare il mio ritmo. Il Garmin, ultimamente, ha la voce bassa e molte volte non riesco a sentire il “BIP” del km, accadrà anche oggi molto spesso. Mi perdo infatti il secondo e soprattutto il terzo e quarto mille (4′45, 4′22 e 4′30), non mi rendo conto che sto andando un pelo troppo svelto. Le pulsazioni sono più alte del previsto ma lo erano già in partenza per cui oggi andrà così. Dal sesto km comincio a trovare la velocità giusta mantenendola con buona costanza tra i 4′45 e i 4′50, le pulsazioni si mantengono stabili sui 163, sono alte ma vedo che non aumentano nonostante il passare dei km segno che, tutto sommato, non accumulo fatica. Al 18° km sosta fisiologica e qui comincio a sentire qualche problemino muscolare, ripartire dopo il pit-stop è un po’ troppo faticoso. Tengo botta e supero il momento di difficoltà. Al 20° km transito in zona traguardo osservando con una certa invidia i runners che terminavano li la loro fatica odierna. Io prendo un’altra strada per allungare di altri 10 km e, se mi va, ne caccerò dentro pure altri 2-3.
Al 22° km imbocco una ciclabile che transita a fianco di uno stradone a quell’ora molto poco trafficato. La ciclabile è dritta come una spada, piatta, in mezzo al nulla e, soprattutto molto lunga (2,5 km). Vai – mi dico – parte la simulazione del Ponte della Libertà! Comincio a pensare a Venezia, al momento cruciale che sarà l’attraversamento del ponte lungo 5 km. L’entusiasmo prende il sopravvento e comincio una piccola progressione. Al 26° km rallento un poco per preservarmi per gli ultimi 4 km o più. Il km successivo capisco che oggi non ne farò più di 30 ma voglio comunque aumentare nel finale. Il 27° se ne va in 4′33, quello successivo in 4′30 e il 29° in 4′27. A questo punto sono veramente stanco. I muscoli delle gambe sono molto affaticati e doloranti, cerco di mantenermi per l’ultimo mille che chiuderò in 4′35.
Finisco l’allenamento veramente molto provato. Mi preoccupano le condizioni delle gambe. I quadricipiti bruciano parecchio così come pure l’inguine sinistro.
Ora che scrivo, ad un paio d’ore dall’allenamento le brutte sensazioni sono solo un ricordo ma devo essere onesto. Se mi chiedete se avrei fatto i 12 km che mi separano dall’arrivo della maratona, oggi vi risponderei di no, non ne avrei fatto nemmeno uno in più.
Sono un po’ deluso, non mi aspettavo una passeggiata ma mi aspettavo di finire un bel po’ più facile di come ho finito oggi.
Non so che pensare, l’allenamento di oggi un po’ mi destabilizza, forse il ritmo di 4′35 previsto per Venezia è troppo azzardato? Considerando la prova di oggi direi di si. Non sono tanto abbattuto (fosse per me prima di sera andrei a correre altri 10 km se sapessi che mi fa bene), più che altro sono preoccupato di partire a Venezia con un ritmo che poi mi porterà ad esplodere a 10 km dal traguardo.
Ad ogni modo, i dati complessivi di oggi sono 30 km a 4′42 di media con FC a 165 (84%). Se torno indietro di un mese ritrovo l’allenamento di San Fior dove, nonostante i saliscendi, segnai una media finale sui 30km di 4′43 a fronte di una FC di 162 e una sensazione generale di minor fatica.
Alla luce di tutto ciò non posso essere pienamente soddisfatto dell’allenamento di oggi, anche se potrebbe essere solamente una giornata leggermente storta.
Direi che la prossima settimana sarà fondamentale per capirne qualcosa di più.

Musano 10-11-2009

Musano 10-11-2009

Settimana di allenamento 28 Settembre – 4 Ottobre

Settimana di scarico portata a termine come da Tabella Furiosa. Di seguito il dettaglio:
Lunedi: Riposo
Martedi: 12 km CL, Media 4′45, FC 154 (79%)
Mercoledi: RL 3 X 3KM a RM con Recupero di 1KM affaticante a RM -10, Media 4′30, FC 164 (83%)
Giovedi: 12 km CL, Media 4′50, FC 156 (79%)
Venerdi: 12 km CL, Media 4′49, FC 158 (81%)
Sabato: Riposo
Domenica: Gara sociale, staffetta di 3Km. Fondo Medio di 20km a Ritmo Maratona, Media 4′40, FC 166 (84%)

Totale Settimanale: 76 km

Dopo il riposo di ieri, oggi toccava al primo allenamento di questa settimana di carico. Dovevo fare una seduta di ripetute lunghe con recupero affaticante di 1km. La tabella prevedeva una seduta di 5×2km ma ho deciso di modificarla con un 4X3km. In pratica mantenevo il formato della settimana scorsa aumentando però di uno il numero delle ripetute.
E’ andata piuttosto bene anche se ho i soliti problemi a trovare e a tenere il ritmo sui 4′35. All’inizio sentivo anche i piedi pesanti ma penso sia causa dell’umidità e del fatto che, dopo i 3km di riscaldamento, mi sia fermato sull’erba umida per qualche minuto cercando, invano, di impostare un allenamento avanzato sul Garmin.
Ad ogni modo la pesantezza mi ha abbandonato dopo qualche km e alla fine mi sentivo piuttosto agile.
Come detto, soliti problemi nel trovare e mantenere il ritmo. Ho infatti percorso il primo 1000 a 4′32, troppo veloce, il secondo a 4′40, troppo lento, il terzo finalmente a 4′35 (media sui 3000 comunque in linea: 4′35). Segue poi il 1000 veloce, perfetto a 4′25 e dunque si riparte per i 3000 a RM. La seconda ripetuta è quella che mi riesce più regolare, ancora qualche oscillazione ma la media dei 3000 sarà 4′34. Via col 1000 veloce corso troppo svelto a 4′17. Conseguentemente pure il 3000 successivo sarà troppo allegro: 4′31 di media. 1000 veloce sulla scia del precedente, 4′16 e si parte con l’ultima frazione.
Decido di lasciar perdere il Garmin e corro a sensazione. Mi concentro sulla respirazione e sulle gambe, cerco di farle girare agili e di correre con margine, penso che non sarà l’ultima frazione ma che poi potrei dover correrne un’altra. Paradossalmente ne esce il 3000 più veloce, media a 4′30. Scatta l’ultimo 1000, già che ci sono tiro un po’ di più e lo chiudo in 4′12. A riprova del fatto che ne avevo ancora corro l’ultimo km in scioltezza verso casa a 4′36 di media e la sensazione di essere in recupero (accentuata probabilmente dai 24 secondi in più rispetto al km appena percorso).
Media finale 4′30 e FC Media a 168 (86%) con punta massima di 177 raggiunti nell’ultimo mille veloce. Oscillazioni di ritmo a parte mi pare un allenamento davvero buono. I riscontri sono simili all’allenamento di ripetute della settimana scorsa ma qui ho corso una frazione in più. Sono soddisfatto.

Ripetute 4X3000 + 1000 Affaticanti 06-10-09

Ripetute 4X3000 + 1000 Affaticanti 06-10-09

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