Maratonina di San Martino, 20 anni dopo crolla un altro muro
Si vabbeh, son d’accordo che non ci sia proprio paragone tra il muro che crollò nell’89 e il muro dell’ora e mezza da me abbattuto Domenica alla Maratonina di San Martino a Paese (TV), però, visto che il buon Dario me l’aveva fatto presente alla vigilia della gara, mi pareva brutto non cogliere l’occasione al balzo.
Rimandi storici a parte, rimane l’ottimo risultato che ho saputo portare a casa in questa mezza che alla sua seconda edizione mi ha regalato il secondo Personal Best sulla distanza. E che Personal Best ! Ma non voglio svelare subito il tempo finale, lo farò soltanto alla fine.
Ritorniamo indietro ai momenti precedenti alla partenza. Come al solito sveglia di buon’ora, colazione discretamente abbondante, vestizione e via verso la partenza. Il clima era quello previsto, cielo minaccioso e vento a raffiche. Giunto al luogo di partenza incontro alcuni compagni di squadra: Alessandro, Giovanni, Francesco e Massimo (che arriverà 3° nella categoria MM50, complimenti). Ci si cambia nel parcheggio sotterraneo e si esce a scaldarsi.
Una volta all’aperto incrocio Pasteo e Bress. Ottimo, pensavo di essere l’unico Blogger e invece ci scappa pure il Blog Point. Foto, corsa assieme per riscaldarsi e in breve arriva il momento di partire.
Io mi presentavo ai nastri di partenza di questa gara con gran tranquillità, ormai la stagione sta volgendo al termine, sono soddisfatto del risultato ottenuto alla Maratona di Venezia e per il prossimo futuro non ho molto da chiedere alle mie gambe. Certo, avevo un’ottima occasione per abbattere il muro dei 90 minuti in mezza maratona ma la cosa non mi assillava più di tanto. C’avrei provato ma avrei avuto modo di ritentare in caso di fallimento. Tale condizione mentale, unita alla condizione climatica avversa, mi portava ad uno stato di grande calma, quasi di noncuranza.
Lo sparo dello starter mi risveglia rapidamente dallo stato di torpore e in men che non si dica mi ritrovo a sgomitare tra i runners. Il tempo sembrava tenere, il vento c’era ma per il momento non dava fastidio. L’asfalto era bagnato ma tutto sommato decente. Corro cercando di rimanere tranquillo, di non forzare troppo, sono curioso di vedere in quanto passerò al primo km. Per come sto andando mi aspetto un 4′ 15. Passo al primo mille, controllo il Garmin e: 4′02. Vabbè – mi dico – andiamo a sensazione il prossimo mille mi dirà qualcosa di più.
Si passa al secondo km e io transito in 3′58. Non so se essere soddisfatto o se preoccuparmi, provo un misto di entrambe le emozioni, rifletto un poco e decido che va bene provarci ma meglio risparmiare qualche energia per la seconda parte di gara, se continuo così rischio di non arrivarci. Rallento il ritmo e inanello tre ottimi km: 4′08 – 4′07 – 4′14.
Il vento si sente, corro coperto e cerco sempre di mantenermi in scia a qualcuno. Purtroppo il meteo avverso deve aver convinto più di qualche iscritto a rimanersene a casa ed il gruppo è piuttosto sparuto. Mi capita in alcuni tratti di non aver nessuno dietro al quale ripararmi.
Nonostante le folate d’aria continuo ad andare forte. I km sotto ai 4′10 non sono più un caso, sono un caso quelli superiori a tale tempo. Sesto, settimo e ottavo km filano via in 4′06 – 4′05 – 4′08. Al nono km si arriva nel tratto peggiore della gara, un passaggio su sterrato. Il fondo non è pessimo ma la pioggia non l’ha risparmiato. Ci sono pozzanghere e un po’ di fango. Cerco di non strafare e segno un mille in 4′19. Un dubbio si insinua in me, che sia l’inizio di un declino inevitabile? Spazzo ogni perplessità con il parziale successivo corso in 4′04. Sono al 10° km e comincio a fare conti e proiezioni ma non mi riescono granchè. Riesco a stimare però il margine sull’ora e 30 finale. Sto andando alla grande e ho già messo da parte qualcosa per un’eventuale flessione finale. I pensieri positivi mi incoraggiano e scendo ancora sotto ai 4′/km: undicesimo km in 3′57.
Ho passato metà gara, come al solito la cosa mi rassicura e posso permettermi di gestire per bene la distanza che mi separa dal traguardo. Cerco ancora di correre agile, senza strafare ma cercando anche di rimanere veloce come fatto fin li. La cosa mi riesce alla grande e i km tra il dodicesimo e il diciottesimo volano via piuttosto rapidamente mantenendo sempre tempi compresi tra i 4′02 e i 4′08.
Giunto a 3 km dalla fine mollo un altro poco e comincio a imbastire la progressione finale. Continuo a sentirmi bene, la respirazione è impegnata ma in controllo e le gambe girano benone. Ho appena appena qualche dolore a quadricipiti e polpacci.
Passo il diciannovesimo km in 4′ esatti, cerco di tenere l’andatura in modo da avere margine per l’ultimo km. Infatti il penultimo mille se ne va in 3′59.
Manca ormai solo un km e spicci, mollo gli ormeggi e comincio a premere per bene sull’acceleratore. Pianto il tizio col quale avevo corso gli ultimi 3 km e vado a ripigliarne un altro paio più avanti. Passiamo una curva e, bello come non mai, si presenta il rettilineo finale. Il Garmin suona a segnalarmi il passaggio all’ultimo mille: 3′49 ma non ci bado, parto con lo sprint, per quello che le gambe mi consentono di fare, riagguanto un altro runner e taglio il traguardo in uno stratosferico 1h 26′ e 17″.
Riprendo fiato e subito mi avvio verso il ristoro. Non ho particolare fame ma mi preme mettermi al riparo dall’aria e dal freddo. Di li a poco cominciano ad arrivare i compagni di squadra. Ci rifocilliamo e ci dirigiamo verso gli spogliatoi per riprenderci dalla fatica della corsa e delle intemperie.
Una volta cambiato, esco e ritrovo il Bress, inutile dire di come mi sia bullato per il tempo ottenuto. Poco dopo ci raggiunge anche Pasteo, esibisco orgoglioso la schermata del Garmin e ricevo un incredulo “Non ci credo, hai tagliato !” da parte di entrambi che in realtà suona come un gran complimento.
Ad ogni modo, per fugare ogni dubbio, c’ho le prove. Eccole qua, direttamente da TDS – Live:
ITA 410 – GOBBO GIACOMO
| Distanza | Pos. ASS | Pos. M/W | Pos. CAT | Tempo | RealTime | min/Km | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Arrivo | 21097 | 66 | 62 | 12 | 01:26:27 | 01:26:17 | 4.05 |
Si conclude così, in maniera per me trionfale, questa Maratonina di San Martino. Ripensandoci non posso che essere soddisfatto. Onestamente non pensavo di valere già questo tempo. Pensavo di scendere sotto all’ora e mezza e, magari, di stare sull’ora e 28. Il bello è che ho corso anche con del margine, con condizioni migliori avrei potuto fare addirittura meglio.
Ad ogni modo non mi lamento di certo, sono davvero soddisfatto per la prestazione ottenuta. Se controllo la media mi rendo conto di aver corso a 4′ 05 al km per una mezza maratona intera. Fatico davvero a crederci.
















