Linux Vs. Mac Vs. Window

Riporto l’iniziativa di http://innolandpuntoit.wordpress.com/ che ha aperto una sfida sul sito NIKE +
La sfida si intitola Linux Vs. Mac Vs. Window, i partecipanti selezionano il sistema operativo da rappresentare, vince il team che per primo completa la distanza di 4096 km ovvero 4 GB di km.
QUI l’articolo completo di Innoland Punto IT.
Io oggi ho contribuito con i miei 13 km. Forza Linux, dimostra la tua superiorità.

Qui intanto potete vedere la situazione attuale.

27 km sono una distanza importante

Ieri il mio programma prevedeva un lungo lento da 27 km. E’ l’allenamento più lungo che abbia mai programmato. Fino ad ora ho percorso al massimo 21 km.
Mi sveglio di buon’ora, anche se parecchio contro voglia, mi preparo ed esco. La fortuna vuole che ci sia un clima decisamente favorevole alla corsa. Fa piuttosto fresco e il cielo è coperto, in questo modo il sole non esce ad aumentare la temperatura. L’unico inconveniente è l’alto tasso di umidità ma, per i canoni del 17 di Agosto, direi che è il male minore.
Il mio programma prevede tre giri da 9 km. Percorso noioso, quello che faccio negli allenamenti normali, ma non ho grandi alternative.
Saggiamente parto piano, il ritmo aumenta da solo in maniera naturale via via che scorrono i km e che i muscoli si riscaldano. I primi 9 km sono forse i più difficili, continuo a pensare, “che palle, devo passare altre due volte di qua!!!”, corro con il freno a mano tirato e concludo la frazione in 45′ 33″ in media fanno 5′ 04 al km. Bene, l’allenamento doveva essere impostato su ritmi da 5′ 10.
L’aver completato il primo giro mi rincuora ed ora posso puntare con decisione il punto che sancisce la metà del mio allenamento, da li in poi sarà un conto alla rovescia. Il sollievo si trasferisce al ritmo di gara e aumento sensibilmente la velocità. Al km 12 comincio ad avvertire un fastidio alla pianta del piede destro, capisco subito che si sta formando una gigantesca vescica. Dalle prime stime immagino sarà grande più o meno quanto l’Umbria.
Poco male, ignoro il fastidio, ho già tirato i remi in barca altre volte, quest’oggi sono deciso a non cercare scuse e a terminare l’allenamento. Completo il secondo giro e guardo il parziale: 44′ 09″ ho aumentato di un bel po’. Il ritmo del secondo giro si attesta sui 4′ 56″ al km. Oltretutto sto piuttosto bene. Proseguo, ormai il più è fatto, si tratta solo di tener duro e poi potrò godermi questo bel risultato.
Al km 20 comincio a sentire dolori alle anche ma niente di preoccupante. Ci corro sopra e il fastidio passa.
Al km 22 ho le visioni. Alla mia destra compare San Pietro, corre scalzo stile Abebe Bikila, alla mia sinistra c’è invece la madonna che, in un impeto di sobrietà, indossa le scarpe leopardate di Asafa Powel. Con una progressione bruciante li pianto sul posto facendo loro il gesto della rombofiga dietro alla schiena (il che è difficile perchè devi articolare le dita….e devi essere ungherese). Al km 24 mi rendo conto che ormai ce l’ho fatta e posso pure permettermi di accelerare. Gli ultimi tre km filano via in 4′ 52, 4′ 52 e 4′ 43.
Arrivo a casa e sento le gambe piuttosto stanche, ma niente di drammatico. Respirazione e pulsazioni sono molto buone. Ho completato i 27 km in 2 h 14′ 18″ sono molto soddisfatto anche perchè, se guardo il tempo sulla mezza maratona è di 1h 44′ 44″, l’ultima volta che avevo corso tale distanza avevo fermato il cronometro 3 minuti e mezzo dopo. Il miglioramento è buono ma quello che più mi rende felice è il fatto di aver completato una distanza importante. Insomma,ho percorso 27 km, i 42 della maratona ora mi sembrano meno ardui da raggiungere.

Per festeggiare (oltre a offrire cocacola con l’aspirina a tutti) vi regalo la canzone del giorno.
E’ troppo bella per quanto sa essere schifosamente anni ‘80.


Discover a-ha!

I velocisti sono dei fighetti

Oggi Usain Bolt ha vinto l’oro nei 100 metri piani con grande facilità e, per di più, realizzando un tempo strabiliante (9″ 69 nuovo record del mondo). Già ai 60 metri si è potuto rilassare guardandosi intorno e ha cominciato a festeggiare ben prima del traguardo. In pratica ha vinto i 100 metri per distacco. Che io ricordi l’ultimo a vincere i 100 metri per distacco era stato Ben Johnson a Seoul nell’ 88. Poi si scoprì che a colazione mangiava pane e anabolizzanti e la medaglia gli venne tolta per darla a Carl Lewis.
Ad ogni modo non era mia intenzione parlare di doping. Piuttosto, mi sono messo a fare un po’ di conti sulle velocità degli atleti nelle varie gare confrontando la velocità con il fondo. Ebbene, ho fatto un parallelo tra i 100 metri e la maratona. Il record mondiale nei 100 metri, come detto poc’anzi è di 9″ 69, quello della maratona appartiene a Haile Gebrsilassie ed è di 2 ore 4 minuti e 26 secondi.
Facendo due rapidi conti ne vien fuori che, se suddividiamo la maratona corsa da Gebrsilassie in intervalli di 100 metri, il maratoneta ha completato gli intervalli ad una media di poco inferiore ai 18″.
Vi rendete conto? Un velocista percorre i 100 metri una volta in 10″ circa, un maratoneta percorre la stessa distanza per 422 volte in 18″.
Oggi, al termine della mia seduta di allenamento ho fatto degli allunghi da 100 metri, ho provato a tirarli per vedere quale fosse l’andatura che un maratoneta come Gebrsilassie tiene durante la gara.
Beh, è a dir poco impressionante. Faccio davvero fatica a comprendere come un essere umano possa mantenere un’andatura del genere per 42 km e per oltre 2 ore.
Chissà, magari dopo averli visti dal vivo riuscirò a comprendere come sia possibile, per ora rimango allibito di fronte alle doti dei fondisti.
E si rafforza la mia tesi secondo la quale i velocisti sono dei fighetti.

Allenamento olimpico

Sabato sono andato in montagna a fare una ferrata piuttosto interessante (anche se piuttosto semplice). Si tratta della Ferrata Di Bona nella zona di Cortina, o meglio Covtina. Ebbene, a parte il fatto che mi sono imbattuto nel ponte utilizzato nello “splendido” film Cliffhanger, che se l’avessi saputo prima mi sarei fermato un secondo a dedicare una preghierina in memoria di Sylvester Stallone (ah è ancora vivo? Ma dai?), nella suddetta ferrata ho fatto un bel po’ di fatica. Alcuni tratti erano particolarmente ripidi e le sei ore spese per completare il giro si sono fatte sentire nei giorni successivi.
Tant’è che stamane sentivo ancora le gambe come un po’ imballate. Ciononostante, ispirato dagli atleti olimpici, mi sono fatto forza (anche perchè avevo già saltato l’allenamento di domenica e ieri non avevo recuperato un bel niente nonostante i buoni propositi che mi ero fatto) e sono uscito, scarpe ai piedi e con il sacro fuoco di olimpia che bruciava dentro di me.
Il programma prevedeva un lento di 12 km con allunghi finali di 100 mt.
Fortuna che oggi il sole si nascondeva dietro alle nuvole, molta umidità ma almeno non si moriva di caldo. Parto bene e i primi 5 km filano via lisci lisci, le gambe girano, i dolori relativi alla camminata in montagna non mi infastidiscono, fiato e pulsazioni cardiache sono sotto controllo. Decido perciò di aumentare un poco il ritmo, cercando di non strafare, giungo così al km 10 deciso mantenere il ritmo inalterato. Ma il mio ipodio mi regala una canzone che mi piace particolarmente, è dei Low e si intitola Point of disgust, non è esattamente il massimo per dare la carica ad un atleta sotto sforzo, anzi, però è bellissima. E, poichè io sono convinto che La bellezza salverà il mondo ,mi carico e decido di darci dentro negli ultimi due km prima degli allunghi finali. Detto fatto, percorro l’undicesimo km con una media di 4′ 39 e il dodicesimo addirittura a 4′ 20.
Alla fine il passo medio è 4′ 50 (comprensivo degli allunghi finali), più un medio che un lento.
Torno a casa giusto in tempo per vedere l’italiano D’aniello conquistare l’argento nel tiro a volo (o nel tiro al dissidente politico come dice un mio pleistocenico amico).
Gran cosa le olimpiadi.


Discover Low!

KDE 4.1 atto II

A pochi giorni dal passaggio dalla release candidate alla versione definitiva di KDE 4.1 tiro un po’ di somme.
Essenzialmente si stava meglio quando si stava peggio, ossia KDE funzionava molto bene quando usavo la RC. Adesso, con la 4.1, ho qualche problema. Niente di drammatico ma prima i plasmoidi mi funzionavano tutti, ora il meteo non funziona, il plasmoide “show desktop” non funziona, il plasmoide “show dashboard” non funziona, etc. etc.
Tra l’altro ho passato ore di panico quando, al riavvio successivo all’aggiornamento, mi sono ritrovato una schermata composta solo di quadatini bianchi e grigi, era sparito tutto, tutti i plasmoidi non c’erano più. I processi funzionavano ma, in pratica, non avevo un desktop.
Dopo ore di smanettamento, aggiornamento e rimozione di pacchetti (effettuata dal fido KDE 3.5), sono riuscito a ripristinare la situazione.
Così, per caso, ho scoperto una cosa molto interessante di questo nuovo KDE 4.1 ossia la possibilità di aggiungere aree di lavoro.
Funziona in questo modo, se ci si porta col mouse nell’angolo in alto a destra e si clicca sulla mezza luna di plasma si ha la possibilità di ridurre la dimensione del desktop. Fatto ciò, se si torna su quel punto col desktop ridotto, apparirà una nuova possibilità “add activity”. Cliccando su “add activity” un nuovo desktop completamente scevro da plasmoidi e liberamente personalizzabile comparirà a fianco di quello che stiamo usando.

“E a che cosa potrebbe servirmi questo ? Ho già 27 desktop, il cubo rotante di compiz e l’alabarda spaziale…”

Semplice, servirebbe a creare delle aree di lavoro tematiche.
Così, per esempio, potrei dedicare la prima area di lavoro al cazzeggio. Metto uno sfondo desktop a caso e i plasmoidi di programmi come Firefox, Thunderbird, Amarok, Kaffeine.
La seconda area di lavoro la dedico all’istruzione scientifica (così compenso il cazzeggio). Metto un sfondo di una bella galassia e plasmoidi come Kalzium, Celestia (magnifico Celestia), KAlgebra.
La terza area di lavoro potrei dedicarla ai videogames. La quarta alla grafica e così via.

Ho cominciato a lavorare sul mio Desktop creando delle aree di lavoro. Ecco il risultato.

Le mie attuali aree di lavoro

Le mie attuali aree di lavoro

Presi singolarmente le tre aree di lavoro si presentano in questo modo:

Area di lavoro principale

Area di lavoro principale

Il desktop Amministrativo

Il desktop Amministrativo

Desktop Scientifico

Desktop Scientifico

A questo punto so che quando voglio lavorare su di un certo tipo di attività mi porto nel desktop corrispondente. Poichè sono settato con 4 desktop per area di lavoro ne consegue che, al momento, lavoro con 12 desktop, decisamente troppi. Soprattutto perchè la nuova funzione mi consente di differenziare le aree sulle quali vado a lavorare e di conseguenza di ridurre lo spazio che le applicazioni mi prenderebbero sul desktop.
Personalmente trovo la cosa piuttosto interessante, l’unico neo è la difficoltà ad accedere alle diverse aree di lavoro. Dovrebbero implementare un sistema facile e intuitivo, un po’ come succede con il cubo di Compiz.
Ho cercato un po’ in giro e non ho trovato davvero nulla su questa possibilità di KDE 4.1 (nemmeno nel sito di KDE), immagino sia una cosa ancora in fase di sviluppo.
Staremo a vedere.

Lungo lento domenicale

Stamattina avevo in programma di sostenere il classico allenamento domenicale. Corsa a ritmo basso (5′ 10 al km) ma molto lunga.Il programma prevedeva un totale di 23 km.

Pertanto mi sono armato di buona volontà, ho puntato due sveglie, una alle 5.30 e una alle 6.00 (che non sono servite perchè mi sono alzato alle 6.30), ho mangiato qualcosa e sono uscito per raggiungere il luogo dell’allenamento: una bella zona collinare che ben si presta a questo genere di attività.

I primi 10 km sono filati via lisci ma poi è cominciata l’agonia. Gran caldo, ritmi cardiaci elevati, respiro affannato e tutte le fontanelle disposte sul percorso erano, ovviamente, dalla parte opposta del percorso. Morale della favola mi sono dovuto fermare al km 12 per rifiatare. Da li in poi ho proseguito alternando 1 km di corsa a tratti di recupero camminando.
Alla fine, dei 23 programmati ho portato a casa solo 18 km completati correndo.

Ad ogni modo l’esperienza insegna ed io ho capito che:

  • se dormi 9 ore in due giorni ci sono buone probabilità che il tuo fisico ne risenta
  • forse la devo smettere di andare a correre con una maglietta nera quando il sole picchia forte come in questi giorni
  • mi devo organizzare un poco meglio con l’acqua quando faccio un lungo

La ricerca della visibilità

Bene, ho scritto il mio primo post e, come ampiamente previsto, non se l’è cagato nessuno. I miei analisti mi avevano suggerito di non aprirlo in concomitanza con il lancio di KDE 4.1 ma io sono cocciuto e ho voluto fare di testa mia.

Ora, la cosa da fare è cercare di ottenere un po’ di visibilità. Mi sono fatto delle ricerche in giro, ho scoperto l’esistenza di pagerank e ho visto come molti blogger interagiscono tra di loro al fine di migliorare la visibilità dei loro blog.

In pratica quel che c’è da fare è iscriversi a qualche circuito di scambio tipo libmagazine come ho fatto io, in più è utilissimo lo scambio dei link, cose del tipo io metto il link del tuo blog, tu metti quello del mio e siamo felici entrambi poichè il nostro pagerank aumenta (ma io sono più felice in quanto il mio pagerank al momento è nullo).

In questo modo mi sono dato da fare, oltre all’iscrizione a libmagazine, ho aggiornato la mia pagina, ho aggiunto alcuni link a dei blog che trovo interessanti e comincerò a scriverci pure qualche commento (cosa che non ho quasi mai fatta per una sorta di timore reverenziale).

Vediamo un po’ se queste tecniche frutteranno. Chissà se uno dei miei prossimi articoli riceverà un commento (che non sia di qualcuno pagato da me per farlo) e se il mio pagerank prenderà vita.

E, per la cronaca, Muccino mi fa sostanzialmente cagare, non si pensi che il titolo del post sia un tributo nei suoi confronti.

Si comincia, esce KDE 4.1

KDE

Con questo articolo apro ufficialmente il mio blog. Per ora è una cosa parecchio sperimentale, si vedrà quel che diventerà.Ho deciso di pubblicare oggi il mio primo articolo per una ragione sostanziale, oggi esce KDE 4.1. Questo significa due cose, la prima che ho qualcosa di bello da dire, ossia che esce KDE 4.1 la seconda è che questo evento mi permette di crearmi delle giustificazioni. Infatti, sicuramente, nessuno si cagherà questo mio primo post ma io potrò dire che non è colpa mia ma che “quel giorno usciva KDE 4.1, non c’era storia”.

Ad ogni modo, non tutti sanno che cosa sia KDE 4.1 (non lo so bene neanche io). Brevemente, KDE è un ambiente di desktop specifico per sistemi Linux (anche se ora è diventato cross platform e si può installare pure su Windows e su Mac). Oggi, dopo una lunga fase di test, versioni provvisorie, segnalazioni di bug etc., è uscita la release ufficiale della versione 4.1, un evento molto atteso da tutti gli smanettoni e dagli utenti KDE.

Qui: KDE4.1 trovate la presentazione del sistema.

Io comincio ad aggiornare la mia bella openSUSE 11, sono curioso di vedere che sistema mi ritroverò al termine degli aggiornamenti.

Buoni plasmoidi a tutti.

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