Inaspettatamente…un trail!
Oggi toccava all’ultimo allenamento un poco impegnativo in vista di Venezia. La tabella Furiosa prevedeva un 20 km di CL. Io avevo intenzione di correre a velocità un po’ più sostenuta per avere un test affidabile prima della maratona di Domenica prossima. Fino all’ultimo sono stato in bilico tra fare l’allenamento a casa, su percorso che conosco, in completa calma ma in solitudine, e svolgere l’allenamento ad una non competitiva. Dopo lunga riflessione ho optato per prendere parte al Giro della Piana Sernagliese, gara cui partecipai anche l’anno scorso e della quale mi rimaneva un ottimo ricordo. Soprattutto delle due bottiglie di birra che mi diedero come pacco gara! In più ieri ho ricevuto una telefonata minatoria da parte del mio rivale per Venezia. Sto parlando del Bress il quale mi ha brevemente resocontato il suo allenamento. Oggi dovevo rispondergli sul campo di battaglia.
Fatta la scelta, questa mattina di buon’ora, sono partito alla volta di Sernaglia. Avevo qualche dubbio sull’abbigliamento, sapevo avrebbe fatto freddo, ma sapevo anche che, col passare del tempo, il sole sarebbe uscito a riscaldare il percorso. Ho dunque optato per un abbigliamento tutto sommato leggero (provando, sotto alla maglietta, lo smanicato comprato il giorno prima, una roba tipo questa, risultato: ECCEZIONALE!) . Arrivato sul luogo di partenza ho avuto modo di preoccuparmi, il termometro segnava appena 1 grado. Nonostante ciò, il sole si stava affacciando più splendente che mai, ero salvo.
Sulla linea di partenza incontro due blogger ormai noti Pasteo e Albertozan. Saluti e due chiacchiere prima di partire e poi via, tutti e tre sul percorso da 22km. Pasteo ci dice che andrà con calma, io e Albertozan ci avviamo assieme. Partiamo tranquilli anche per darci il tempo di riscaldarci, io penso che andrò accelerando ma ben presto mi accorgo che è meglio restar calmi. Il fondo stradale passa infatti da asfalto a sterrato in breve tempo. Lo sterrato è pesante, c’è molto fango e tratti di erba bagnata. I piedi si appesantiscono subito. Ok, oggi si va con calma.
Decisione più che saggia anche perchè, di li a poco, la strada comincerà inaspettatamente a salire. “Eppure l’altr’anno non era così il percorso. Boh, sarà una deviazione.” E invece no, ci si inerpica su per una collina immersi tra le fronde di un vigneto. Ma non era il giro della Piana Sernagliese?!? Vabbè, pazienza, ormai che siamo in ballo, balliamo!
Con Alberto, percorriamo i 2 km e mezzo di salita consecutiva (+250 m.) alternando corsa (nella prima parte) al passo. Poi via con una bella discesa di neanche un km e ancora salita. Altro km consecutivo con un +100 m. circa. Al culmine della salita inizia una discesa mozzafiato. Alberto è un drago in discesa, sfreccia via leggero e sicuro su un percorso veramente molto insidioso. Io, da bravo incosciente, gli sto dietro e me la godo un mondo. Peccato la discesa sia veramente troppo ripida. In poco più di un km ritorniamo alla quota iniziale con un cambio di dislivello di circa -270 m. Al termine della discesa i miei quadricipiti sono distrutti. Le sollecitazioni del suolo si rivelano deleterie e sento le cosce dure e doloranti. Subito ci fermiamo ad un ristoro, mi massaggio le gambe un secondo e poi ripartiamo. La corsa sul piano aiuta un poco ma, ben presto, si torna ad abbandonare l’asfalto per lo sterrato misto terra/fango/erba bagnata. Inutile dire che la mia azione di corsa non fosse delle migliori. Ciononostante mi sono goduto dei paesaggi davvero meravigliosi. Passavamo tra i boschi del sernagliese dove, ogni tanto, si sbucava in spazi aperti veramente incantevoli.
Alberto stava meglio di me (bella novità eh?) e cominciava a tirarmi il collo, ero incerto se desistere e rallentare o se seguirlo, mancava così poco ormai. Ho tenuto botta fino a due km dall’arrivo dopo di che ho cominciato a rallentare e all’ultimo km ho detto ad Alberto di andare che io avrei rallentato un poco il ritmo. Alberto ha continuato col suo passo mentre io ho alzato un poco il piede dall’acceleratore. La tregua mi ha fatto bene e, complice anche il ritorno su asfalto, sono riuscito ad imbastire un’azione di corsa un po’ più agile arrivando sul traguardo tutto sommato in buona spinta.
Terminata la prova mi sono gettato sul ristoro mentre non vedevo Alberto che ha infatti allungato la sua seduta. Alla fine ci ritroviamo e incontriamo anche Pasteo il quale è un po’ rammaricato per il percorso così duro e pericoloso. Non è il solo.
Ci ristoriamo, un po’ di stretching, ritiro del pacco gara (quest’anno niente birre!) e poi i saluti e gli auguri reciproci per Venezia.
Tirando le somme, l’allenamento odierno è stato un 22 km (anche se il Garmin me ne segna 21 e 270 m.) ad una media di 5′ 24/km con un dislivello di + 483.
Non ho un test pro maratona e non ho portato a casa le birre come l’anno scorso, eppure sono soddisfatto perchè credo che la corsa di oggi andrà a influire positivamente sul rendimento alla maratona di Domenica.
Staremo a vedere, ormai Venezia è davvero dietro l’angolo.


E pure senza infamia e senza lode, mi verrebbe da dire, ma sarebbe un giudizio un po’ troppo negativo per un film tutto sommato più che buono.









