Inaspettatamente…un trail!

Oggi toccava all’ultimo allenamento un poco impegnativo in vista di Venezia. La tabella Furiosa prevedeva un 20 km di CL. Io avevo intenzione di correre a velocità un po’ più sostenuta per avere un test affidabile prima della maratona di Domenica prossima. Fino all’ultimo sono stato in bilico tra fare l’allenamento a casa, su percorso che conosco, in completa calma ma in solitudine, e svolgere l’allenamento ad una non competitiva. Dopo lunga riflessione ho optato per prendere parte al Giro della Piana Sernagliese, gara cui partecipai anche l’anno scorso e della quale mi rimaneva un ottimo ricordo. Soprattutto delle due bottiglie di birra che mi diedero come pacco gara! In più ieri ho ricevuto una telefonata minatoria da parte del mio rivale per Venezia. Sto parlando del Bress il quale mi ha brevemente resocontato il suo allenamento. Oggi dovevo rispondergli sul campo di battaglia.
Fatta la scelta, questa mattina di buon’ora, sono partito alla volta di Sernaglia. Avevo qualche dubbio sull’abbigliamento, sapevo avrebbe fatto freddo, ma sapevo anche che, col passare del tempo, il sole sarebbe uscito a riscaldare il percorso. Ho dunque optato per un abbigliamento tutto sommato leggero (provando, sotto alla maglietta, lo smanicato comprato il giorno prima, una roba tipo questa, risultato: ECCEZIONALE!) . Arrivato sul luogo di partenza ho avuto modo di preoccuparmi, il termometro segnava appena 1 grado. Nonostante ciò, il sole si stava affacciando più splendente che mai, ero salvo.
Sulla linea di partenza incontro due blogger ormai noti Pasteo e Albertozan. Saluti e due chiacchiere prima di partire e poi via, tutti e tre sul percorso da 22km. Pasteo ci dice che andrà con calma, io e Albertozan ci avviamo assieme. Partiamo tranquilli anche per darci il tempo di riscaldarci, io penso che andrò accelerando ma ben presto mi accorgo che è meglio restar calmi. Il fondo stradale passa infatti da asfalto a sterrato in breve tempo. Lo sterrato è pesante, c’è molto fango e tratti di erba bagnata. I piedi si appesantiscono subito. Ok, oggi si va con calma.
Decisione più che saggia anche perchè, di li a poco, la strada comincerà inaspettatamente a salire. “Eppure l’altr’anno non era così il percorso. Boh, sarà una deviazione.” E invece no, ci si inerpica su per una collina immersi tra le fronde di un vigneto. Ma non era il giro della Piana Sernagliese?!? Vabbè, pazienza, ormai che siamo in ballo, balliamo!
Con Alberto, percorriamo i 2 km e mezzo di salita consecutiva (+250 m.) alternando corsa (nella prima parte) al passo. Poi via con una bella discesa di neanche un km e ancora salita. Altro km consecutivo con un +100 m. circa. Al culmine della salita inizia una discesa mozzafiato. Alberto è un drago in discesa, sfreccia via leggero e sicuro su un percorso veramente molto insidioso. Io, da bravo incosciente, gli sto dietro e me la godo un mondo. Peccato la discesa sia veramente troppo ripida. In poco più di un km ritorniamo alla quota iniziale con un cambio di dislivello di circa -270 m. Al termine della discesa i miei quadricipiti sono distrutti. Le sollecitazioni del suolo si rivelano deleterie e sento le cosce dure e doloranti. Subito ci fermiamo ad un ristoro, mi massaggio le gambe un secondo e poi ripartiamo. La corsa sul piano aiuta un poco ma, ben presto, si torna ad abbandonare l’asfalto per lo sterrato misto terra/fango/erba bagnata. Inutile dire che la mia azione di corsa non fosse delle migliori. Ciononostante mi sono goduto dei paesaggi davvero meravigliosi. Passavamo tra i boschi del sernagliese dove, ogni tanto, si sbucava in spazi aperti veramente incantevoli.
Alberto stava meglio di me (bella novità eh?) e cominciava a tirarmi il collo, ero incerto se desistere e rallentare o se seguirlo, mancava così poco ormai. Ho tenuto botta fino a due km dall’arrivo dopo di che ho cominciato a rallentare e all’ultimo km ho detto ad Alberto di andare che io avrei rallentato un poco il ritmo. Alberto ha continuato col suo passo mentre io ho alzato un poco il piede dall’acceleratore. La tregua mi ha fatto bene e, complice anche il ritorno su asfalto, sono riuscito ad imbastire un’azione di corsa un po’ più agile arrivando sul traguardo tutto sommato in buona spinta.
Terminata la prova mi sono gettato sul ristoro mentre non vedevo Alberto che ha infatti allungato la sua seduta. Alla fine ci ritroviamo e incontriamo anche Pasteo il quale è un po’ rammaricato per il percorso così duro e pericoloso. Non è il solo.
Ci ristoriamo, un po’ di stretching, ritiro del pacco gara (quest’anno niente birre!) e poi i saluti e gli auguri reciproci per Venezia.

Tirando le somme, l’allenamento odierno è stato un 22 km (anche se il Garmin me ne segna 21 e 270 m.) ad una media di 5′ 24/km con un dislivello di + 483.
Non ho un test pro maratona e non ho portato a casa le birre come l’anno scorso, eppure sono soddisfatto perchè credo che la corsa di oggi andrà a influire positivamente sul rendimento alla maratona di Domenica.
Staremo a vedere, ormai Venezia è davvero dietro l’angolo.

Corsa Strada e sterrato 10-18-2009, Passo

Corsa Strada e sterrato 10-18-2009, Altezza - Tempo

Buone nuove

Come preventivato, dopo i due giorni di stop causati dal dolore al piede, oggi sono tornato sulla strada ad allenarmi. Ero un po’ timoroso, temevo che le sedute di ghiaccio non fossero state sufficienti e che, magari, mi sarebbe voluto più tempo per recuperare dall’infortunio. Venezia però è maledettamente vicina, non posso permettermi due settimane di vacanza alla vigilia della maratona.
Tra l’altro stamattina faceva un freddo cane. Siamo passati dai 20 gradi abbondanti di domenica scorsa ai 4 gradi coi quali sono uscito a correre stamattina. Sbalzo termico a parte è bello cambiare l’ambiente di corsa. Le nuvolette del fiato, la brina sui campi e le ombre lunghe sulla strada sono tutte cose che mi affascinano e rendono piacevole l’allenamento. L’unica cosa che mi infastidisce è il naso (oltre alle mani e a qualche altra appendice) che si gela praticamente in maniera istantanea, mi ci vuole sempre un po’ prima di tornare a respirare senza avvertire fastidio. Oltretutto oggi è stato il giorno buono per provare la maglietta della Red Level trovata nel pacco gara della Cortina-Dobbiaco. Come maglietta esterna non la userei mai, ma come intimo è davvero ottima. Funge da seconda pelle e tiene al caldo e all’asciutto. L’unico difetto è che è un poco corta e tende a salire sulla pancia, ma a parte questo si comporta egregiamente.
Per quel che riguarda la corsa e il mio malanno, per fortuna è andato tutto bene. Inizialmente avvertivo qualcosa al piede sinistro, non era un vero e proprio dolore ma più un fastidio. Se confrontavo il piede destro con il sinistro ottenevo risposte diverse. Devo dire però che il fastidio avvertito non mi impediva di correre, anzi, con il passare dei km la sensazione andava via via affievolendosi e, alla fine, non avvertivo più niente. Forse il fastidio è svanito proprio quando ho smesso di farci caso.
Bene dunque, il problema pare risolto. Ora, precauzionalmente, ho messo dell’altro ghiaccio, anche se non ce ne sarebbe il bisogno, ma non si sa mai. Per il resto il riposo di questi giorni ha fatto il suo. Oggi sentivo le gambe leggere e agili anche se, nel finale, cominciavano un poco ad imballarsi.
L’unica nota negativa è data dalle pulsazioni che sono un po’ troppo alte (oggi 158 bpm di media (81%) con un ritmo di 4′51/km). A dire il vero ho sempre avuto pulsazioni su questi range, anche in passato, però un mese fa, circa, i battiti cardiaci s’erano abbassati (anche a riposo) mentre ora sono tornati sui livelli standard. Non so spiegarmi questa cosa. In teoria, con l’allenamento, i battiti cardiaci dovrebbero assestarsi verso il basso, battiti elevati dovrebbero essere il sintomo di eccessiva stanchezza. Già, peccato che quella di oggi sia, praticamente, la prima seduta settimanale.
Forse questo innalzamento potrebbe essere causato dalla mancanza di lavori veloci in quest’ultimo periodo. Qualcuno ha qualche idea ?
Battiti a parte vi segnalo un bel video nel quale mi sono imbattuto ieri (probabilmente in molti l’avrete già visto). Nel video il grande Orlando Pizzolato spiega la funzione dei piedi nel meccanismo di corsa. Il link è il seguente: http://www.adrenalinechannel.it/show/1537/il_piede_del_podista.html.
Di particolare effetto è stata per me la frase: “Se a qualsiasi podista che corre dici “Spingi di piedi” non capisce che cosa vuol dire!” In effetti, manco io saprei cosa fare nel caso mi sentissi dare un consiglio del genere. Oggi, nell’ultimo km ho provato a concentrarmi su questa cosa e…ho scoperto la spinta dei piedi. Incredibile. Non avevo mai fatto caso a come un’azione elastica dei piedi possa influire sulla corsa. Ovviamente non sono abituato a questo genere di azione, infatti nel km così corso ho fatto una fatica bestia (come preannunciato dallo stesso Orlando nel suo video). Certo è che mi si aprono nuove prospettive con un aspetto della corsa che non conoscevo e sul quale posso sicuramente lavorare e migliorare.
Citando sempre il Pizzolato: “Se uno ci pensa si rende conto che correre non è così noioso come potrebbe sembrare!”.
Amen.

Bastardi senza Gloria

vert. BastardiE pure senza infamia e senza lode, mi verrebbe da dire, ma sarebbe un giudizio un po’ troppo negativo per un film tutto sommato più che buono.
Premetto subito che non vado folle per Tarantino. Mi piacciono alcuni suoi lavori passati e lo reputo un ottimo regista. Per mia fortuna sono però immune al virus della Tarantinite, quello che spopola tra molti appassionati di cinema pronti a gridare al miracolo ad ogni scoreggia prodotta dal regista americano.
La sua ultima pellicola racconta le vicende di un manipolo di soldati americani (i bastardi appunto) e del loro piano volto a seminare il panico tra le fila naziste impegnate nell’occupazione del suolo francese. Bastardi contro nazisti, dunque.
Da un lato i nazisti sono rappresentati come figure curiose, talvolta buffe e ridicole. Hitler è un personaggio isterico e sgradevole (vabbè, non ci voleva tanto), Goebbels un dandy effemminato pronto a commuoversi per una parola gentile rivoltagli dal suo fuhrer. L’unico personaggio veramente di rilievo tra i nazisti è l’ufficiale SS Hans Landa interpretato magistralmente dall’attore austriaco Cristoph Waltz (non a caso l’interpretazione gli è valsa la palma d’oro a Cannes). Landa è soprannominato “il cacciatore di ebrei” e ha lo scopo di stanare gli ebrei che si nascondono tra la popolazione francese.
Da un lato Landa, dall’altro il tenente Aldo Raine (interpretato da Brad Pitt) leader del manipolo di soldati ebrei, noti come bastardi, che ha lo scopo di uccidere e fare lo scalpo a tutti i soldati nazisti che incontreranno sulla loro strada. Non a caso il film si apre e si chiude su questi due personaggi.
Oltre a loro, rimane impressa la figura della protagonista femminile. Shoshanna Dreyfuss (Melanie Laurent), la cui famiglia viene sterminata proprio dagli uomini di Landa. Epocale sarà la sua vendetta.
Il film si sviluppa in capitoli, trattati come una piece teatrale. Le scene sono infatti molto lunghe e statiche. Ogni capitolo è ambientato quasi sempre in una singola stanza. Alla lunga il meccanismo tende un po’ a stancare e si nota tutto l’auto compiacimento del Tarantino regista. Agli aficionados bravi a cogliere le miriadi di citazioni tutto ciò piace, agli altri magari un po’ meno. Ciononostante, Tarantino è molto abile a mantenere un registro di attenzione piuttosto alto e nonostante la lungaggine di alcune sequenze raramente ci si annoia.
In definitiva, un film godibile e vedibile. Forse lontano dai fasti de Le iene e di Pulp Fiction ma comunque una pellicola che soddisfa e che consiglio.

Meglio fermarsi ora

Oltre ad un po’ di delusione e a qualche bell’interrogativo, il lungo di Domenica mi ha portato pure un altro gradito regalo: un dolorino al piede sinistro.
Avevo già avvertito il fastidio verso il finire della scorsa settimana ma, i due giorni di stop me l’avevano fatto passare e riporre nel dimenticatoio. Dopo i 30 km corsi a Musano il fastidio s’è riproposto. Inizialmente pensavo potesse essere qualcosa di muscolare, forse lo era visto che, se mi scaldavo il dolore passava. Ma ora il dolore è di natura diversa.
E’ curioso ma fatico a localizzarlo. Mi duole tra il collo del piede e la caviglia in una zona che tende verso la parte esterna dell’arto. Ho visto che con il ghiaccio il dolore si attenua ed arriva anche a sparire.
Stamattina mi sono alzato e praticamente non sentivo nulla, poi ho cominciato a testare il piede muovendolo in varie direzioni ed il dolore s’è rifatto vivo quando ho provato ad appoggiare maggiormente il peso sull’esterno.
Non sapevo bene che fare, il dolore era leggero ma non mi andava di sollecitarlo. Di per contro fuori splendeva un sole magnifico e, per una volta, l’atmosfera era limpidissima. Non un filo di nebbia.
Ho deciso perciò di tentare, si fosse ripresentato il fastidio avrei abortito la corsa.
Purtroppo non ho dovuto attendere molto, il dolore s’è fatto vivo praticamente subito ed ho così rinunciato all’ora di CLR correndo solo per 20′. In questo scorcio di corsa ho provato ad ascoltarmi ed il risultato è stato buono. Il Lungo di Domenica non sembra aver lasciato strascichi sulla muscolatura, correvo bene avvertendo una discreta leggerezza. Il clima aiutava, sole splendido ed una temperatura decisamente fresca (12°) ma assai gradevole.
Tornato a casa, docciato e colazionato, ho messo subito del ghiaccio sul piede. Ora farò un paio di giorni di riposo e di ghiaccio, vediamo come reagisce l’arto. Per ora non sono preoccupato, il dolore pare essere sotto controllo e, tutto sommato, un po’ di riposo potrebbe non nuocermi.
Vediamo come si evolve, è vero che manca pochissimo alla maratona, ma non ho rimpianti perchè mi sono allenato molto bene. Anche se mi fermo qualche giorno la preparazione ormai è stata fatta e non temo di arrivare all’appuntamento veneziano impreparato.
Piuttosto è da vedere quali sedute fare eventualmente nei prossimi giorni. Per questa settimana avevo in programma quasi tutta CL tranne una seduta di ripetute 2X5000 a RM intervallate dal solito 1000 affaticante e 20 km da correre Domenica a RM come ultimo test. Vediamo come va il dolore. Probabilmente salterò le ripetute visto che fino a Venerdi non correrò. Al limite, se va meglio, potrei nel weekend metterci dentro i 20km programmati ma correndoli con più calma, sicuramente tutto dipende da come evolve il dolore.

Ultimo Lungo a Musano

Corsa 11-10-10Oggi era in programma l’ultimo Lungo prima di Venezia. 30 bei km da corrersi a ritmo tranquillo (tra i 4′45 e i 4′50) e con una frequenza cardiaca sui 155 bpm (79%).
Mi sentivo abbastanza tranquillo, gli ultimi lunghi erano andati bene e venivo da due giorni senza corsa. Venerdi ho infatti saltato l’ora di CLR a causa di un dolore al piede che mi si è presentato una volta alzatomi dal letto. Poichè il giorno prima avevo fatto le Ripetute Lunghe con recupero affaticante e vista l’imminenza della Venice Marathon ho pensato di non rischiare e di saltare l’allenamento.
Ieri avevo una mezza idea di recuperarlo ma la pioggia se l’è portata via per cui ancora riposo. In compenso, la sera, mi sono dedicato ad una bella grigliata nella quale ho, ahimè, dovuto mangiare con moderazione (riuscendoci parzialmente) per non compromettere il lungo di oggi.
Per questa mattina avevo fatto dunque tutte le cose (grigliata a parte) per benino, per cui mi aspettavo una gran giornata. Purtroppo le cose non sono andate esattamente come mi speravo.
Parto col dire che la corsa si teneva in quel di Musano (TV) dove c’erano tre percorsi possibili: 5, 11 e 21 km. Il tutto organizzato veramente molto bene con tanto di premiazione finale.
Pendenze completamente assenti, unico ostacolo lo sterrato che, vista la pioggia di ieri, era un po’ insidioso e pesante a causa di qualche zona fangosa nonostante lo splendido sole di oggi.
Come al solito sono partito nelle retrovie. Non mi metto a sgomitare per un allenamento, purtroppo però questo mi costa una prima parte sottoritmo a causa del gran traffico. Decido di non avviare il Garmin subito, aspetto un mezzo km quindi lo accendo. Nella ressa generale completo il primo mille in 5′ 10. La folla comincia a diradarsi e posso impostare il mio ritmo. Il Garmin, ultimamente, ha la voce bassa e molte volte non riesco a sentire il “BIP” del km, accadrà anche oggi molto spesso. Mi perdo infatti il secondo e soprattutto il terzo e quarto mille (4′45, 4′22 e 4′30), non mi rendo conto che sto andando un pelo troppo svelto. Le pulsazioni sono più alte del previsto ma lo erano già in partenza per cui oggi andrà così. Dal sesto km comincio a trovare la velocità giusta mantenendola con buona costanza tra i 4′45 e i 4′50, le pulsazioni si mantengono stabili sui 163, sono alte ma vedo che non aumentano nonostante il passare dei km segno che, tutto sommato, non accumulo fatica. Al 18° km sosta fisiologica e qui comincio a sentire qualche problemino muscolare, ripartire dopo il pit-stop è un po’ troppo faticoso. Tengo botta e supero il momento di difficoltà. Al 20° km transito in zona traguardo osservando con una certa invidia i runners che terminavano li la loro fatica odierna. Io prendo un’altra strada per allungare di altri 10 km e, se mi va, ne caccerò dentro pure altri 2-3.
Al 22° km imbocco una ciclabile che transita a fianco di uno stradone a quell’ora molto poco trafficato. La ciclabile è dritta come una spada, piatta, in mezzo al nulla e, soprattutto molto lunga (2,5 km). Vai – mi dico – parte la simulazione del Ponte della Libertà! Comincio a pensare a Venezia, al momento cruciale che sarà l’attraversamento del ponte lungo 5 km. L’entusiasmo prende il sopravvento e comincio una piccola progressione. Al 26° km rallento un poco per preservarmi per gli ultimi 4 km o più. Il km successivo capisco che oggi non ne farò più di 30 ma voglio comunque aumentare nel finale. Il 27° se ne va in 4′33, quello successivo in 4′30 e il 29° in 4′27. A questo punto sono veramente stanco. I muscoli delle gambe sono molto affaticati e doloranti, cerco di mantenermi per l’ultimo mille che chiuderò in 4′35.
Finisco l’allenamento veramente molto provato. Mi preoccupano le condizioni delle gambe. I quadricipiti bruciano parecchio così come pure l’inguine sinistro.
Ora che scrivo, ad un paio d’ore dall’allenamento le brutte sensazioni sono solo un ricordo ma devo essere onesto. Se mi chiedete se avrei fatto i 12 km che mi separano dall’arrivo della maratona, oggi vi risponderei di no, non ne avrei fatto nemmeno uno in più.
Sono un po’ deluso, non mi aspettavo una passeggiata ma mi aspettavo di finire un bel po’ più facile di come ho finito oggi.
Non so che pensare, l’allenamento di oggi un po’ mi destabilizza, forse il ritmo di 4′35 previsto per Venezia è troppo azzardato? Considerando la prova di oggi direi di si. Non sono tanto abbattuto (fosse per me prima di sera andrei a correre altri 10 km se sapessi che mi fa bene), più che altro sono preoccupato di partire a Venezia con un ritmo che poi mi porterà ad esplodere a 10 km dal traguardo.
Ad ogni modo, i dati complessivi di oggi sono 30 km a 4′42 di media con FC a 165 (84%). Se torno indietro di un mese ritrovo l’allenamento di San Fior dove, nonostante i saliscendi, segnai una media finale sui 30km di 4′43 a fronte di una FC di 162 e una sensazione generale di minor fatica.
Alla luce di tutto ciò non posso essere pienamente soddisfatto dell’allenamento di oggi, anche se potrebbe essere solamente una giornata leggermente storta.
Direi che la prossima settimana sarà fondamentale per capirne qualcosa di più.

Musano 10-11-2009

Musano 10-11-2009

Brutto. Esteticamente.

Mi sono imbattuto in questo bellissimo pezzo visitando il noto Blog di Chinaski.
Poichè condivido tutto, riga per riga, mi sono sentito di ribloggarlo con lo stesso entusiasmo con il quale avrei firmato la sentenza di illegittimità del Lodo Alfano se fossi stato uno dei giudici del CSM (Per i più distratti).

Godetevelo.

Badile

Guardavo il telegiornale, a pranzo. Di spalle, ma lo guardavo. Dentro il telegiornale c’era questo giornalista che si arrampicava sulle macerie di detriti di gente morta e, al solito, intervistava detriti di gente viva che piangeva. Non provo niente. Per un attimo mi immedesimo e provo terrore ma subito dopo non provo niente di fronte a una persona che ha perso tutto e che piange e questo mi sembra orribile, mi sento orribile, mi sento in colpa, ma subito dopo capisco che la colpa non è mia, è del giornalista, di tutti questi milioni di giornalisti che si arrampicano come formichine laboriose sulla disgrazia, che pungolano i parenti della vittima, il fratello, la madre, il figlio, la vittima stessa, lì a punzecchiarla col microfono nelle costole a dirgli cosa prova, cosa si prova a essere morti, cosa si prova a essere vivi quel tanto da desiderare di essere morti. Sì, la colpa è loro, non mia, io una sensibilità ce l’ho, ce l’avevo, ce l’ho sempre avuta, potrei anche averla, un giorno o l’altro mi potrebbe venire la sensibilità improvvisa per il mio prossimo e non sarà certo un giornalista a… ok, non ce l’ho, ma il fatto che io non abbia sensibilità non autorizza il giornalista a degradare una cosa pura come il dolore della gente. Il dolore andrebbe filmato, fotografato, se uno vuole. E zitto. Il giornalista deve documentare, commentare, ma non deve intervistare la persona che piange così come non intervisterebbe un leone. È uno spettacolo brutto intervistare la gente che soffre, questo volevo dire. Brutto. Esteticamente. Le persone che sono lì a guardare la propria casa spazzata via da un terremoto o da un torrente avrebbero il diritto di prendere il giornalista e infilarlo dentro una maceria di fango, aggiornando il conteggio delle vittime di uno; avrebbero il diritto ma non lo fanno, perché è gente disperata e vulnerabile, in quel momento lì vorresti consolazione, persone che ti stiano intorno, non ti è rimasto altro, e sei confuso al punto da pensare che il giornalista compassionevole col microfono sia tuo amico, scambi il suo interesse per calore umano e invece, direbbe lui, è solo il suo cazzo di lavoro. Va benissimo. Io, veramente, sarei lì col fucile e sparerei a tutti quelli che mi si avvicinano senza avere tra le mani un badile o un secchio, ma sarà che sono misantropo. Ma non lo sai mai come reagisci e poi a tutti sembra normale, il giornalista che ti si infila nelle pieghe del dolore e si approfitta di te e ti rende complice dello scempio delle tue sventure, come quando, mi ricordo, Maurizio Costanzo ha preso un sopravvissuto di Auschwitz che ad Auschwitz aveva perso il papà, la sorella e la mamma e il cane e cinquant’anni dopo l’ha preso e l’ha messo nel piazzale dove cinquant’anni prima avevano fatto le divisioni tra quelli che sarebbero sopravvissuti ancora un po’ e quelli che sarebbero finiti bruciati subito nei forni e, siccome la sua mamma e il suo papà erano tra questi, Maurizio Costanzo gli ha fatto leggere una lettera che il tizio aveva scritto e, vedendolo un po’ scosso ma tutto sommato ancora in piedi gli ha detto, giuro, “cosa prova, adesso? Se vuole piangere, pianga”. Che son cose che mi fanno pensare a come risponderebbe un giornalista se, appena uscito dal medico dopo che il medico gli ha detto che dalle lastre sembra esserci qualcosa di brutto al polmone sinistro, tu gli dicessi: “Allora, sembra che abbia un tumore. Che cosa prova? Quarantasei anni non sono pochi per avere un tumore? Ci dica. A me sembrano pochi. A sua moglie lo dirà? Ha già deciso? Non le spiace lasciarla? Non prova nostalgia? Se vuole piangere, pianga. Ecco, si sfoghi, su, prenda la mia pistola”.
Mentre ero lì e mangiavo e vedevo (sentivo) questo spettacolo, ho pensato che, non so, io non sono sensibile ma non vado a importunare le persone, specie quelle disperate che se la devono vedere con le tragedie. E ho pensato che, anche se il giornalista fa solo il suo lavoro, beh, potrebbe farlo meglio, ad esempio la televisione potrebbe piantarla di dare da mangiare a tutti quegli spettatori sciacalli che si nutrono del dolore della gente, del sentimento miserabile di godere del fatto di non essere in quella situazione o non so che cosa stimoli il loro interesse per la gente morta che piange.

Settimana di allenamento 28 Settembre – 4 Ottobre

Settimana di scarico portata a termine come da Tabella Furiosa. Di seguito il dettaglio:
Lunedi: Riposo
Martedi: 12 km CL, Media 4′45, FC 154 (79%)
Mercoledi: RL 3 X 3KM a RM con Recupero di 1KM affaticante a RM -10, Media 4′30, FC 164 (83%)
Giovedi: 12 km CL, Media 4′50, FC 156 (79%)
Venerdi: 12 km CL, Media 4′49, FC 158 (81%)
Sabato: Riposo
Domenica: Gara sociale, staffetta di 3Km. Fondo Medio di 20km a Ritmo Maratona, Media 4′40, FC 166 (84%)

Totale Settimanale: 76 km

Dopo il riposo di ieri, oggi toccava al primo allenamento di questa settimana di carico. Dovevo fare una seduta di ripetute lunghe con recupero affaticante di 1km. La tabella prevedeva una seduta di 5×2km ma ho deciso di modificarla con un 4X3km. In pratica mantenevo il formato della settimana scorsa aumentando però di uno il numero delle ripetute.
E’ andata piuttosto bene anche se ho i soliti problemi a trovare e a tenere il ritmo sui 4′35. All’inizio sentivo anche i piedi pesanti ma penso sia causa dell’umidità e del fatto che, dopo i 3km di riscaldamento, mi sia fermato sull’erba umida per qualche minuto cercando, invano, di impostare un allenamento avanzato sul Garmin.
Ad ogni modo la pesantezza mi ha abbandonato dopo qualche km e alla fine mi sentivo piuttosto agile.
Come detto, soliti problemi nel trovare e mantenere il ritmo. Ho infatti percorso il primo 1000 a 4′32, troppo veloce, il secondo a 4′40, troppo lento, il terzo finalmente a 4′35 (media sui 3000 comunque in linea: 4′35). Segue poi il 1000 veloce, perfetto a 4′25 e dunque si riparte per i 3000 a RM. La seconda ripetuta è quella che mi riesce più regolare, ancora qualche oscillazione ma la media dei 3000 sarà 4′34. Via col 1000 veloce corso troppo svelto a 4′17. Conseguentemente pure il 3000 successivo sarà troppo allegro: 4′31 di media. 1000 veloce sulla scia del precedente, 4′16 e si parte con l’ultima frazione.
Decido di lasciar perdere il Garmin e corro a sensazione. Mi concentro sulla respirazione e sulle gambe, cerco di farle girare agili e di correre con margine, penso che non sarà l’ultima frazione ma che poi potrei dover correrne un’altra. Paradossalmente ne esce il 3000 più veloce, media a 4′30. Scatta l’ultimo 1000, già che ci sono tiro un po’ di più e lo chiudo in 4′12. A riprova del fatto che ne avevo ancora corro l’ultimo km in scioltezza verso casa a 4′36 di media e la sensazione di essere in recupero (accentuata probabilmente dai 24 secondi in più rispetto al km appena percorso).
Media finale 4′30 e FC Media a 168 (86%) con punta massima di 177 raggiunti nell’ultimo mille veloce. Oscillazioni di ritmo a parte mi pare un allenamento davvero buono. I riscontri sono simili all’allenamento di ripetute della settimana scorsa ma qui ho corso una frazione in più. Sono soddisfatto.

Ripetute 4X3000 + 1000 Affaticanti 06-10-09

Ripetute 4X3000 + 1000 Affaticanti 06-10-09

Staffetta e Fondo Medio con la mia nuova squadra

Eggià, dopo tanto correre in solitario finalmente mi sono aggregato ad una squadra podistica. E che squadra!
Si tratta del Brema Running Team di Martellago (VE). Una squadra nata dall’idea di un simpatico personaggio, titolare di un negozio di abbigliamento sportivo, che ha ben pensato di creare un gruppo podistico per raccogliere i tanti appassionati della zona privi di un team cui fare riferimento.
Oggi era prevista la gara sociale, una staffetta di 3 km circa, al termine della quale l’organizzazione aveva predisposto un circuito di 5 km con punto di ristoro ad ogni passaggio.
Dopo i recenti lunghi svolti su terreno collinare mi ci voleva proprio un bel percorso pianeggiante per il Fondo Medio a Ritmo Maratona in programma oggi.
Ma andiamo con ordine, prima del Medio, la staffetta.
Il programma di giornata prevedeva la staffetta con giro da 3 km, io vengo messo in squadra e partirò per terzo. Dico solo che nel primo giro partivano, tra gli altri, Marco Boffo e Monica Carlin, anche loro membri del Brema Running Team. Al mio turno eredito la terza posizione (su 6 squadre mi pare) dal precedente frazionista. Non so bene come correre i 3000. E’ una distanza che non ho mai provato a tirare ma, competitivo come sono, non mi tiro certo indietro, anzi, cattivo come la peste mi ci butto a testa bassa. Parto praticamente a freddo e spingo, il percorso è tutto su sterrato il che non agevola le operazioni. I primi 1000 se ne vanno in 3′ 55, ho paura di scoppiare ma mi dico che faccio a tempo a rallentare dopo il traguardo, accelero e il secondo mille se ne va in 3′ 49. Comincio a vedere l’avversario partito prima di me, la cosa mi galvanizza e tiro ulteriormente. Lo supero a 500 metri dalla fine e termino la mia frazione con un ultimo 1000 in 3′ 43. Arrivo un po’ impiccato ma non morto, mi riposo e penso ai 20 km che dovrò percorrere in seguito. Prima però dobbiamo aspettare che termini la staffetta.
Gli altri membri della mia squadra fanno bene il loro lavoro e l’ultimo frazionista taglia il traguardo per primo. Peccato si scoprirà poi che ha involontariamente tagliato il percorso, veniamo retrocessi e finiamo terzi (almeno mi pare, il risultato in questi casi è solo un dettaglio).
Poco dopo si parte per il lungo, faccio a tempo a fare due chiacchiere con Marco (Boffo) e lo invito ad aggiornare il suo blog. Mi dice che c’ha perso un po’ la voglia perchè in passato ha avuto qualche problema (si riferisce alle polemiche che s’erano scatenate l’anno scorso). Parliamo anche dell’articolo comparso su Correre di questo mese, articolo che ho intravisto a casa di un amico (Nota per Dario, magari me lo presti così lo leggo per bene). Comunque si vede subito che è un’ottima persona, molto semplice e disponibile.
Finalmente si parte per la frazione da 5 km, io ho intenzione di ripeterla 4 volte e di impostare il passo sul Ritmo Maratona (4′ 35/km). Purtroppo i miei piani vanno in fumo. Il percorso non è segnalato e sono costretto a correre il primo giro in gruppo. Da un lato mi dispiace ma dall’altro è pur sempre piacevole.
Completato il primo anello (media 5′07) proseguo sul mio passo. Come nelle ripetute fatico a tenere un ritmo costante. Ho difficoltà a tenere il ritmo impostato sui 4′ 35 e le frazioni oscillano. Oltretutto il fondo stradale è vario, metà su asfalto e metà su sterrato. Inutile dire che i km su asfalto scorrano più veloci.
Completo il secondo 5000 in 22′ 50 a 4′ 34 di media (piuttosto preciso), mi fermo a bere un bicchiere d’acqua e sotto col terzo giro. Qui comincio ad avvertire la fatica e, soprattutto, i 3000 della staffetta che si rivelano terribilmente deleteri. Ad ogni modo cerco di ignorarli e continuo sul mio passo, anzi, aumento.
Infatti porto a casa il terzo 5000 in 22′ 29, media 4′ 30 con qualche km un po’ troppo allegro. Altra sosta con bicchiere d’acqua e via per l’ultimo giro, il più duro. Il sole è ormai alto e picchia forte aumentando la sensazione di affaticamento. Ma ormai sono in ballo e proseguo cercando di scrollarmi le brutte sensazioni di dosso e la fatica che sento sulle gambe. Termino così anche l’ultima frazione in 22′ 42 a 4′ 32 di media.
In totale percorro l’allenamento di 20 km in 1h 37 e 20 con media complessiva di 4′40 e FC a 166 (84%). Sarei in tabella ma speravo in qualcosa di meglio. Penso che la staffetta, il caldo e il fondo irregolare mi abbiano penalizzato. Ad ogni modo sento di aver lavorato bene e di questo sono soddisfatto.

Fondo Medio 20 km

Fondo Medio 20 km

Finito con la corsa, pranzo tutti assieme per completare l’ottima mattinata trascorsa. Grande divertimento e gran bel gruppo, mi ci voleva proprio.

District 9 Recensione

district9_000Abbiamo sempre pensato agli alieni come ad una forma di vita superiore alla nostra; sia che venissero rappresentati come invasori crudeli giunti fino a noi con lo scopo di conquistarci, sia nelle storie in cui lo scopo di una loro visita fosse di puro e semplice studio.
Mai mi era capitato di pensare agli alieni come a dei clandestini sbarcati sulla terra alla ricerca di aiuto.
Questo è quanto succede in District 9, film diretto dall’esordiente Neill Blomkamp e prodotto dal più famoso Peter Jackson (o meglio da ciò che ne è rimasto visto che avrà perso 500 kg dall’ultima volta che l’ho visto), regista della saga de Il signore degli anelli.
Come i clandestini di oggi, gli alieni arrivano sulla terra in maniera inaspettata, vengono stipati in campi profughi affollatissimi (il distretto 9 appunto) e sono disprezzati ed osteggiati dalla popolazione locale che chiede a gran voce di venir liberata da questa piaga. Il luogo in cui si svolge il tutto è, non a caso, Johannesburg in Sud Africa, la nazione dell’apartheid.
Dico subito che è un film di fantascienza per stomaci allenati, non mancano infatti sequenze piuttosto splatterone e lo stile del film è tutt’altro che pulito. Non voglio svelare molto della trama perchè un punto forte del film è la narrazione, molto ben studiata e con uno sviluppo davvero avvincente, per cui non rivelo nulla a chi ha intenzione di andarlo a vedere. Dirò soltanto che certe immagini rimarranno dentro a lungo (penso che lo sguardo del protagonista verso la fine della pellicola ritornerà spesso in mente a chi l’ha visto) così come la vicenda e i suoi risvolti.
In definitiva, se la fantascienza vi piace o se anche non vi piace ma non vi da fastidio qualche immagine un po’ forte vi consiglio caldamente questo film. Una pellicola davvero ottima che colpisce allo stomaco ma non tanto per la cruenza di certe immagini, colpisce per l’originalità e l’attualità della vicenda e riesce nell’ardua impresa di unire due elementi così distanti come fantascienza ed attualità proponendoli in modo intelligente e con grande qualità.
Da vedere.

P.S. Ora che ho organizzato il sito in sezioni, sono obbligato a recensire i film che vedo, altrimenti le pagine che non sono “Corsa” sono destinate a rimanere spoglie. Gnomoboleto, sei avvertito : )

Nuovo Look

Visto che ne avevo il tempo mi sono messo a giocare un poco con i Temi di Wordpress e ho pensato di cambiare aspetto al mio blog.
La cosa che più mi da soddisfazione sono le pagine divise per categoria, in questo modo coloro i quali non sono particolarmente interessati alle disquisizioni tecniche sulla corsa possono andare a leggersi direttamente dell’altro.
Mi è costato un po’ di smanettamento con il PHP ma ben poca cosa, tra l’altro sul web le guide abbondano in questo senso.

Magari prossimamente vedrò di metterci ancora le mani e di modificare qualcosa a livello grafico. Per il momento sono contento del risultato fin qui ottenuto.
Ora aspetto un opinione degli utenti. Che ve ne pare ?

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